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Il Big Bang del diabete

Ci siamo appena lasciati alle spalle le celebrazioni della Giornata Mondiale del Diabete, che si è tenuta il 14 Novembre. Ma a vedere i numeri del diabete, c’è veramente poco da festeggiare

Il Big Bang del diabete

Ci siamo appena lasciati alle spalle le celebrazioni della Giornata Mondiale del Diabete, che si è tenuta il 14 Novembre. Ma a vedere i numeri del diabete, c’è veramente poco da festeggiare.

La Federazione Internazionale del Diabete (IDF) ha infatti appena presentato la fotografia del diabete nel mondo e questi numeri, che hanno il sapore della sconfitta, devono far riflettere.

Allo stato attuale, secondo l’IDF, si stima che nel mondo ci siano ben 382 milioni di persone con il diabete e questo numero comprende anche un 46 per cento di soggetti che sono diabetici, ma non sanno ancora di esserlo.

Ma il vero dramma è quello che ci si para davanti, negli anni a venire. Per il 2035, le previsioni dell’IDF parlano di un mondo popolato infatti da ben 592 milioni di persone con diabete!

Una condizione da allarme rosso, che deve richiamare l’attenzione di tutti, perché vengano messe in atto almeno 3 azioni: la prevenzione, l’individuazione tempestiva di tutte le persone con diabete - anche di quelle che non hanno ancora scoperto di esserlo - e l’adozione di misure e di cure appropriate, per evitare le terribili conseguenze di questa malattia.

Il punto sul quale non smetteremo mai di batterci è la prevenzione e l’informazione. Che significa soprattutto far comprendere alle persone con diabete a cosa può condurre questa patologia e come, tutto sommato, potrebbe essere facile evitare tanti problemi, seguendo poche facili regole e assumendo le terapie prescritte.

Un esempio su tutti. Il consumo di bevande zuccherate e di grassi facilita la comparsa di diabete soprattutto quando consumati - come spesso accade - in poltrona, di fronte al televisore o alla schermo di un computer. Al giorno d’oggi, mentre gli schermi dei televisori si fanno sempre più sottili, chi gli sta di fronte diventa sempre più “large”, grazie ad un consumo esagerato di calorie e alla mancanza di attività fisica.

Sarebbe certamente auspicabile che il nostro governo tassasse gli alimenti “dannosi” per la salute e magari detassasse quelli “virtuosi”, provvedimento peraltro già adottato da altre nazioni. Ma il vero padrone del gioco, è bene ricordarlo, resta sempre la singola persona, con la determinazione a vivere in maniera sana, per non mandare in fumo la sua salute.



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