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Il cibo come medicina

Nei giorni scorsi è comparsa sulla stampa la notizia di una ricerca eseguita nel Regno Unito i cui risultati dimostravano come il regolare consumo di yogurt fosse associato a un minor rischio di sviluppare diabete

Il cibo come medicina

Nei giorni scorsi è comparsa sulla stampa la notizia di una ricerca eseguita nel Regno Unito i cui risultati dimostravano come il regolare consumo di yogurt fosse associato a un minor rischio di sviluppare diabete. Risultati di questo genere sicuramente suscitano grande interesse tra il pubblico. Da tempo lo yogurt, ad esempio, è pubblicizzato come un mezzo per ridurre i livelli di colesterolo, rafforzare le difese immunitarie e così via. I meccanismi di questa protezione non sono completamente chiari ma è possibile che si realizzi attraverso una modificazione della flora intestinale. Fino a poco tempo considerata una popolazione saprofita, quella batterica intestinale (tecnicamente nota come microbiota) è ora oggetto di studio perché è ormai chiaro che è fonte di sostanze che, a seconda della sua composizione, possono avere effetti positivi - ma anche negativi - sullo stato di salute del nostro organismo. Quella dell’effetto protettivo dello yogurt nei confronti del diabete è un’altra delle tante osservazioni relative alle proprietà salubri degli alimenti. E non è ovviamente l’unico esempio.

Che le verdure (fresche) debbano essere alla base di un’alimentazione sana è stato ripetuto all’infinito. La verdura assicura un buon apporto di vitamine, sali minerali e fibra, quest’ultima molto importante per la regolazione delle funzioni intestinali, oltre a ridurre l’assorbimento intestinale di grassi e zuccheri. Un potente effetto anti-ossidante lo svolge l’olio extra-vergine d’oliva. La frutta secca in guscio è ricca di vitamine e sali minerali ma è anche ricca di grassi insaturi che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e quindi a prevenire l’aterosclerosi. Le proprietà dei legumi sono note da tempo, ricchi come sono di proteine vegetali e di fibre. Una riduzione del rischio di diabete è stata anche associata al consumo di caffè. Com’è noto questa bevanda, tanto cara alla nostra tradizione, contiene caffeina ma anche altre sostanze il cui ruolo benefico sull’organismo è ancora in fase di studio. Sarebbero state isolate, ad esempio, sostanze dalle spiccate proprietà antiossidanti, anti-mutagene (capaci di proteggere il patrimonio genetico) e anti-infiammatorie.

Le proprietà degli alimenti sono tali e tante da stimolare una vera e propria attiva ricerca per identificare all’interno dei cibi delle sostanze dotate di proprietà farmaceutiche, una branca della ricerca per l’appunto nota come ‘nutraceutica’, risultato della crasi tra nutrizione e farmaceutica. La nostra alimentazione è, quindi, la nostra prima medicina. Come tutti i farmaci però anche l’alimentazione non può fare miracoli e va utilizzata con parsimonia e attenzione. Alimentazione vuol dire innanzitutto calorie e un eccesso di calorie, anche quelle contenute in alimenti che contengano sostanze potenzialmente benefiche, comportano un rischio di aumento di peso. Sovrappeso e obesità sono il principale fattore di rischio per il diabete. Quindi, ancora una volta vale il vecchio adagio, in media stat virtus che poi altro non è che parte del segreto di quella che è ancora considerata la dieta più salubre e cioè la dieta mediterranea: cibi sani, ricchi di verdure e frutta, pesce, carboidrati complessi e una “tazzulell’e cafè”.

Stefano Del Prato



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