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Il diabete delle donne è diverso

Dalle complicanze al rischio di ammalarsi in gravidanza: le peculiarità della malattia al femminile

Il diabete delle donne è diverso

Il 14 novembre si celebra la Giornata Mondiale del Diabete, malattia in triste espansione con una previsione di quasi 700 milioni di persone affette nel mondo entro i prossimi vent'anni. Quasi la metà di queste persone sono donne e per tutte loro il diabete rappresenta un fardello ancor più gravoso rispetto al sesso maschile. La donna in età fertile ha, rispetto all’uomo, una protezione naturale rispetto al rischio cardiovascolare. Ma il diabete annulla completamente questo vantaggio e lo traduce, sempre rispetto all’uomo, in uno svantaggio. Crescenti evidenze confermano una diversità di genere per quanto riguarda il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari e la loro prognosi.


Le donne, infatti, presentano un rischio cardiovascolare doppio rispetto agli uomini, con prognosi solitamente più infausta e una maggiore mortalità. La riduzione della mortalità cardiovascolare nella popolazione generale e la maggiore longevità sono tra i maggiori successi raggiunti dalla medicina a partire dalla metà del secolo scorso. Tuttavia, nella popolazione diabetica la mortalità si riduce tra gli uomini, mentre non accade altrettanto nelle donne diabetiche. Per spiegare questa disparità è stato ipotizzato il coinvolgimento di meccanismi fisiopatologici legati al sesso e ai suoi peculiari aspetti endocrini, ma sempre più evidente è la differenza genere-specifica della risposta agli interventi terapeutici. Le donne sono meno studiate nei trial clinici, meno trattate o trattate con meno attenzione e determinazione, nella pratica clinica, nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici. In Italia l’attenzione alla cura delle donne diabetiche è pressoché sovrapponibile a quella prestata per uomini. Cio nonostante, i benefici che la donna ne trae sono inferiori, con un minor numero di donne che raggiungono i livelli di protezione in termini di controllo della glicemia, della pressione arteriosa, della colesterolemia.

COME QUEL CHE MANGIAMO PUO' RENDERCI SANI O MALATI?

Il diabete, nella donna, assume poi aspetti e sfumature del tutto peculiari a seconda delle fasi della vita. Può rappresentare un problema sociale nell’età giovanile, un problema ulteriore nell’età fertile e, in particolare, in occasione di una gravidanza, un problema di gestione nell’età post-menopausale. La donna diabetica può presentare difficoltà a concepire un figlio o essere obbligata a una accurata programmazione della gravidanza. Il problema è, anche dal punto di vista numerico, non indifferente dato che almeno 2 donne su 5 di quelle con il diabete sono in età riproduttiva. Nel corso della gravidanza devono essere garantire cure e attenzioni particolari per garantire la salute della madre e quella del nascituro. Una gravidanza su 10 in Italia è inoltre insidiata dal diabete gestazionale, cioè la comparsa di diabete nel corso della gravidanza stessa, una condizione che se misconosciuta può esporre a rischi sia la madre che il figlio in grembo. Da qui le indicazioni per tutte le donne in gravidanza di eseguire uno screening in collaborazione con il ginecologo e il diabetologo.

Ma il coinvolgimento della donna rispetto al diabete può essere ancor più articolato. La donna può essere madre del bambino diabetico condividendone cure, preoccupazioni e aspirazioni. Infine, la donna può svolgere un ruolo determinante nella prevenzione del diabete grazie al suo ruolo in ambito familiare. Nonostante il crescente ruolo che la donna occupa all’interno della società, è lei che spesso continua a essere la depositaria delle buone tradizioni alimentari, è responsabile della selezione (spesa) e preparazione (cucina) degli alimenti, oltre, nonostate gli impegni personali, a indirizzare i figli verso particolari abitudini alimentari (educazione al gusto) o a sostegno della loro attività fisica (chi accompagna i figli in piscina, poi a basket, poi a musica?). Pertanto, le scelte che molte donne operano quotidianamente in famiglia possono influenzare il rischio o la prevenzione del diabete. Le donne possono essere i veri artefici del cambiamento, indirizzando verso corretti stili di vita tutta la famiglia. Ancor di più, la donna diabetica deve vedersi riconosciuta tutta la sua dignità e salvaguardate tutte le proprie aspirazioni: personali, professionali, familiari nel rispetto e riconoscimento dell’intera nostra società.

 



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