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Non è sempre solo fatica e sudore

Praticare attività fisica in modo spensierato riduce l'introito di calorie. Ecco perché muoversi deve diventare un momento di piacere e non una costrizione

Non è sempre solo fatica e sudore

Gli italiani lo sanno bene che una regolare attività fisica aiuta ad allontanare il rischio di diabete e obesità. Però sono restii a farlo, come ha dimostrato una recente indagine eseguita dall’agenzia Eurisko su commissione della Società Italiana di Diabetologia. Le motivazioni di questa resistenza sono sicuramente molteplici. Innanzitutto forse non c’è ancora una chiara consapevolezza del legame tra diabete (iperglicemia) e altre malattie (prime fra tutte quelle cardiovascolari). Ma probabilmente entrano in gioco anche altri meccanismi anche di ordine psicologico. Oggi sto bene, non è detto che debba stare meno bene domani. Ma c’è anche un altro aspetto che attribuisce all’attività fisica una diversa percezione e, soprattutto, una diversa risposta comportamentale.

Lo suggeriscono alcune osservazioni fatte da ricercatori della Cornell Univerisity che hanno suggerito che fare un’attività fisica in modo più spensierato, senza che essa venga vissuta come “un’impresa sportiva”, si traduce in un minore introito di calorie. Quello che i ricercatori hanno fatto è stato quello di invitare 56 persone adulte a fare una camminata di un paio di chilometri. Niente di eroico, ma ad alcuni di loro è stato detto che era un esercizio fisico mentre ad altri che si trattava di una passeggiata di piacere. Al termine dei due chilometri, a tutti veniva offerto un pasto e quelli che avevano camminato nella convinzione di fare una attività sportiva vera e propria  alla fine hanno introdotto un 35% in più di calorie sotto forma di dolce rispetto a coloro che avevano camminato la stessa distanza nella convinzione di fare una passeggiata di piacere. In un'altra occasione, a 46 soggetti adulti venivano offerte delle merendine dolci a metà giornata e ancora una volta quelli che erano convinti di avere fatto una seria attività fisica finivano con consumare il 124% delle calorie rispetto ai “passeggiatori”. Quindi, non solo siamo poco propensi a imbarcarci in azioni di prevenzione, ma quando lo facciamo riteniamo anche di esserci guadagnati un “premio” che facilmente si traduce nell’assumere un eccesso di calorie. Uno potrebbe quindi concludere che non valga la pena di affannarsi tanto. Forse, invece, la lezione – la stessa suggerita dai ricercatori americani – è che l’attività fisica dovrebbe diventare un momento di per sé di piacere. Camminare a passo spedito magari con un po’ di musica o di buona compagnia e comunque godersi il piacere di essere fuori a godersi la natura invece di pensare all’attività fisica come una scusa per darsi un premio che rischia di penalizzare.

Stefano Del Prato
@SDelprato 

 



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