L'anoressia è ereditaria?

Scoperte otto varianti genetiche associate all'anoressia. Ma la malattia non è ineluttabile

L'anoressia è ereditaria?

Leggevo un interessantissimo articolo sull’anoressia, appena pubblicato sulla rivista Nature Genetics con il contributo di ricercatori di tutto il mondo. Nel pool degli autori è presente anche l’Italia, con i colleghi Angela Favaro e Maurizio Clementi dell’Università di Padova.

Nell’articolo si evidenzia la correlazione, a livello genetico, tra anoressia nervosa e altri disagi psichici (disturbo ossessivo compulsivo, depressione e disturbi d’ansia). E, fatto meno noto, tra anoressia nervosa e variabili di tipo metabolico (sensibilità all’insulina e tendenza all’eccesso di attività fisica). Qualche spunto per orientarci tra i risultati della ricerca:

1) L’anoressia nervosa è una malattia genetica? Sicuramente no. Come tutte le malattie complesse (pensiamo, ad esempio, all’obesità), c’è sicuramente una predisposizione a livello genetico che però, da sola, non è sufficiente a farci ammalare.

2) L’anoressia nervosa è una malattia soltanto mentale? Sicuramente no. L’articolo parla, giustamente, dell’anoressia come di un disturbo «metabo-psichiatrico» in cui, agli aspetti psicologici, si associa la predisposizione a un certo tipo di funzionamento metabolico, più portato al consumo di energie ed all’eccesso di attività fisica.

3) Quindi, in conclusione, continuiamo a pensare all’anoressia nervosa come a una malattia dall'origine complessa (multifattoriale), che nasce con il concorso di più cause: legate alla genetica certamente, ma anche ad almeno dieci fattori di tipo ambientale. Pensiamo, per esempio, alla qualità delle relazioni familiari, allo stile alimentare in casa e fuori casa, al carattere perfezionista, alla presenza di un ambiente che attribuisca un eccessivo valore alla magrezza.


Il fatto che l’anoressia nervosa sia una malattia multifattoriale è sicuramente un motivo di speranza: anche in caso di predisposizione genetica, ci sono tantissime cose che possiamo fare (coltivare buone relazioni interpersonali e stili alimentari vari e regolari) per prevenire e per curare una malattia così difficile. 



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