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Il cancro al seno non è solo roba da femmine

La storia di Stefano che a 48 anni ha scoperto sulla sua pelle che anche gli uomini possono avere un tumore mammario

Il cancro al seno non è solo roba da femmine

di Caterina Fazion

 

Con Stefano Saldarelli, autore del racconto autobiografico Il cancro al seno non è solo roba da femmine ho molte cose in comune. Un papà con il suo stesso nome, una mamma con lo stesso nome di sua moglie, ma soprattutto, esattamente come Stefano, ho conosciuto, seppur indirettamente, il tumore al seno maschile.

Mio nonno Salvatore non ne ha mai voluto parlare. Quando al mare, per fare il bagno con noi nipoti, era costretto a scoprire la cicatrice, pur cercando di nasconderla con la mano, ai curiosi diceva di avere ricevuto un colpo di pistola durante la guerra. Leggendo il libro di Stefano dove racconta di come, la prima estate dopo l’operazione, restasse con la maglietta per non esporre la cicatrice, mi è tornata in mente quella di mio nonno, ormai dimenticata. Non era mai esistito nessun colpo di pistola, ma solamente la vergogna di ammettere di avere avuto un tumore al seno, esattamente come quello diagnosticato a Stefano alla fine del 2017, all’età di 48 anni.

«La difficoltà più grande legata alla mia esperienza con il cancro al seno – racconta Stefano – è il silenzio assordante che c’è dietro a questa neoplasia nei confronti dell’uomo. Avere un tumore non è facile per nessuno, ma quando si palesa un carcinoma al seno in un maschio, è qualcosa di sorprendente, che ti sconvolge perché di questa possibilità non ne sapevi nulla. Nonostante mia mamma fosse stata affetta da tumore al seno per ben due volte, non avevo mai pensato, ignorantemente, che anche io avrei potuto esserne colpito. Se avessi saputo che, per quanto raro rispetto a quello femminile, anche quello maschile esiste, mi sarei controllato di più. Banalmente mi sarei fatto l’autopalpazione».

Stefano, invece, come racconta nel libro, ringrazia unicamente la moglie Antonella che durante un massaggio rilassante si è accorta di un “cicciolino” sul seno sinistro del marito e ha insistito perché facesse accertamenti da cui è scaturito tutto il percorso di diagnosi e cura. Ecografie, biopsia, rimozione chirurgica del tumore, chemioterapia e terapia farmacologica per prevenire le recidive. Un percorso complesso, dove non sono mancati momenti di crisi, che Stefano ha affrontato con lo spirito che lo caratterizza: è sempre meglio vedere il bicchiere mezzo pieno. Per questo non si è fatto sopraffare dalla negatività e ha trasformato la sua rabbia in energia per affrontare il mondo. Durante le ore trascorse in ospedale per le chemioterapie, insieme ad Antonella che lo ha sempre accompagnato, ha maturato l’intenzione di far sapere a tutti che il tumore al seno non è solo roba da femmine.

Inizia tutto con una fotografia, diventata poi la copertina del suo libro, che ritrae Stefano arrabbiato per il silenzio che circonda la neoplasia maschile, per lui insopportabile. Decide di condividerla sul suo blog e sui social, insieme al racconto della sua storia. Da qui si innesca una catena che gli permette di entrare in contato con numerose associazioni, di partecipare a eventi e iniziative dove conosce e si lega indissolubilmente a molte donne, e qualche uomo, che hanno vissuto la sua stessa esperienza.

L’obiettivo è unico: fare prevenzione, aumentare la consapevolezza, eliminare la vergogna e sostenere la ricerca per il tumore al seno, sia femminile, sia maschile. «Credo che ognuno debba fare la sua parte – commenta Stefano –, io porto avanti con onore questa missione per assecondare il mio desiderio di far emergere il fenomeno del tumore al seno maschile cercando di creare la giusta e fondamentale sinergia tra i due sessi. Tuttavia, non basta Stefano Saldarelli che strilla e scrive un libro, serve l’aiuto di tutti per sostenere le associazioni e la ricerca scientifica». Oggi esiste un nuovo Stefano, che al mare riesce a stare a petto nudo senza timore di mostrare la sua cicatrice.

 

“Il cancro al seno non è solo roba da femmine. Una carezza può salvarti”

di Stefano Saldarelli

Phasar Edizioni, 117 pagine, € 10



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