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Perché il nostro cervello ci fa coltivare idee improbabili

«Homo Credens» ci fa compiere un viaggio nei meccanismi neurologici e piscologici che guidano la nostra percezione del mondo: per scoprire che l’essere umano è tutt’altro che razionale

Perché il nostro cervello ci fa coltivare idee improbabili

Homo sapiens: la nostra specie è stata così nominata perché la nostra caratteristica principale, che ha fatto di noi la specie dominante sul pianeta, è la razionalità e l’intelligenza. Ma è davvero così? Se fossimo prima di tutto animali razionali, come si spiegherebbe il fascino e il seguito di molte credenze, dalle superstizioni alle bufale alle adesione alle più improbabili teorie del complotto che percorrono la storia dell’umanità fin dai suoi albori? La risposta è, in fatti, che siamo molto più irrazionali di quanto immaginiamo, come ben illustra il libro «Homo credens», scritto dall’americano Michael Shermer e portato in Italia da Nessun Dogma, il progetto editoriale dello UAAR.

Il nostro cervello si è evoluto per credere alle prime impressioni, per trovare schemi e azioni intenzionali nei fenomeni del mondo esterno: in pratica, nasciamo creduloni. Il pensiero razionale, l’analisi rigorosa dei dati per eliminare tutti i fattori confondenti e l’approccio critico sono processi molto più complessi e dispendiosi in termini di tempo ed energie, e non sempre convenienti dal punto di vista evolutivo. Sono, in un certo senso, più “innaturali“ e compaiono solo in un secondo momento. Il saggio analizza nella prima parte le fondamenta biologiche e neurologiche del credere, innate nel nostro cervello: lo schemismo, cioè la tendenza a cercare schemi tra gli eventi mettendoli in relazione di causa effetto fra loro anche se sono del tutto indipendenti; l’intenzionismo, ovvero il riportare ogni evento all’azione di un agente intenzionale (che sia una divinità, un’entità extraterrestre o gruppi di interesse politici o economici); l’esistenza di bias cognitivi (di conferma, retrospettivo, autogiustificativo, ecc…) che semplificano l’interpretazione della realtà complessa riportandola a costruzioni mentali già presenti (i pre-giudizi) creando un quadro coerente che seleziona solo le informazioni in accordo e scarta quelle in disaccordo con la propria visione del mondo.

Nessun ambito della nostra esistenza è risparmiato: dalla salute alla religione, dalla politica all’economia. Michael Shermer analizza, in chiave scientifica, molte credenze dal nostro tempo: dalla fede in Dio o nelle divinità, all’esistenza degli alieni fino ai numerosi esempi di presunti complotti. La più importante lezione che emerge dalla lettura è che nessuno è immune: tutti, nella nostra vita quotidiana, siamo vittime del nostro cervello credulone; ma la consapevolezza e l’allenamento a esercitare sempre un sano scetticismo, per quanto faticoso, rappresentano l’antidoto migliore alla nostra naturale credulità. La scorrevolezza del testo, che tradisce la decennale esperienza dell’autore come divulgatore, la rendono una lettura adatta a qualunque età, ma particolarmente consigliata per i giovani, dal triennio delle superiori in su, età in cui è fondamentale acquisire una mentalità critica e scettica per diventare adulti e cittadini in grado di districarsi tra le molte informazioni, spesso non attendibili, di cui siamo bersagliati ogni giorno e di prendere decisioni davvero consapevoli.

Michael Shermer

HOMO CREDENS

Nessun Dogma, 432 pagine, 22 euro

Chiara Segré

@ChiaraSegre



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