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La "carta" della vita

Spesso mi sento dire che il mio progetto Scienza per la pace è solo una nobile e generosa utopia. E invece la scienza non è un’astrazione filosofica, e produce fatti, non opinioni. Lo dimostra la conferenza mondiale (è la terza) appena conclusa dove si sono proposti alcuni progetti concreti per affrontare la battaglia contro le grandi malattie che infestano molti paesi sottosviluppati e la fame che li depaupera. Perché io sono profondamente convinto che il benessere favorisca la pace, e allontani la guerra. Con il benessere arrivano anche i progressi che lo accompagnano: l’istruzione, un sistema sanitario che si propone l’universalizzazione delle cure, un’agricoltura razionalizzata che permette di sfamare a costi minori un numero crescente di individui.

La "carta" della vita

Spesso mi sento dire che il mio progetto Scienza per la pace è solo una nobile e generosa utopia. E invece la scienza non è un’astrazione filosofica, e produce fatti, non opinioni. Lo dimostra la conferenza mondiale (è la terza) appena conclusa dove si sono proposti alcuni progetti concreti per affrontare la battaglia contro le grandi malattie che infestano molti paesi sottosviluppati e la fame che li depaupera. Perché io sono profondamente convinto che il benessere favorisca la pace, e allontani la guerra. Con il benessere arrivano anche i progressi che lo accompagnano: l’istruzione, un sistema sanitario che si propone l’universalizzazione delle cure, un’agricoltura razionalizzata che permette di sfamare a costi minori un numero crescente di individui.

Agli scettici può apparire il libro dei sogni, nondimeno è questa la strada, e “Science for Peace” vi cammina con l’ostinato ottimismo della volontà. E’ un lungo cammino che ci attende ma ogni cammino comincia sempre con un primo passo. Nella conferenza di Milano abbiamo compiuto questo primo passo affrontando una delle sfide più urgenti che attende l’umanità e che si racchiude in due parole: cibo e acqua, due parole semplici che esprimono concetti e bisogni essenziali, intimamente legati al significato stesso della vita e che oggi si presentano con poche ma drammatiche cifre.

917 milioni di persone soffrono le incalcolabili conseguenze della povertà. Di questi 917 milioni, 158 milioni sono bambini che hanno meno di 5 anni di vita. Inoltre più di un miliardo di persone non ha alcun accesso a fonti di acqua potabile. Mentre il Terzo Mondo lotta contro carestie, fame e povertà noi occidentali stiamo affrontando una “emergenza cibo” paradossalmente opposta. Mangiamo troppo, soprattutto troppa carne, mangiamo male.

Abbiamo raggiunto 7 miliardi di abitanti sul pianeta. La domanda che ci poniamo è: ci sarà cibo per tutti? La risposta è in teoria affermativa: la produzione agricola mondiale sarebbe oggi in grado di alimentare 7 miliardi di persone. Tuttavia vi sono formidabili ostacoli. Ai 7 miliardi di esseri umani bisogna aggiungere i 3 miliardi di animali d’allevamento (bovini, suini e ovini), che da soli assorbono un terzo della produzione agricola mondiale. Quindi buona parte delle risorse agricole va ad alimentare gli animali di allevamento per soddisfare il miliardo di persone carnivore in Occidente, costringendo alla fame 1 miliardo di persone.

La crescita economica del mondo asiatico e sudamericano porterà milioni di abitanti, tradizionalmente vegetariani, ad allinearsi al modello occidentale, con un progressivo consumo di carne che aumenterà la pressione sul comparto agricolo. Ma va ricordato che per 1 chilogrammo di carne sono necessari 15.000 litri d’acqua.

Ecco allora indifferibile raggiungere al più presto due grandi obiettivi: 1) Ridurre il consumo di carne nel mondo. 2) Aumentare e migliorare la produzione agricola.

Questi obiettivi si inseriscono nel grande tema della prossima EXPO Milano 2015, che è appunto “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e con la collaborazione delle oltre cento nazioni presenti penso a un tavolo di confronto per arrivare a un documento di programma che ho chiamato “CARTA 2015” con la consapevolezza che l’umanità debba superare l’inaccettabile ineguaglianza nella distribuzione di cibo oggi esistente. Ci proponiamo, facendo appello all’intero mondo scientifico, di arrivare attraverso il documento «CARTA 2015» a un grande progetto, di dimensione planetaria, per uno sviluppo globale sostenibile e civile.

Non è un’utopia, ma una concreta realtà a portata di mano.     

Umberto Veronesi



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