Ogm: perché la paura fa ombra alla scienza

Si riaccende il dibattito intorno agli Organismi geneticamente modificatI tra due ministri, secondo cui, quello dell’Ambiente, è favorevole almeno alla ricerca sugli ogm, mentre quello dell’Agricoltura sostiene che in Italia non ci servono prodotti ogm

Ogm: perché la paura fa ombra alla scienza

Si riaccende il dibattito intorno agli Organismi geneticamente modificati (meglio “geneticamente migliorati”) tra due ministri, secondo cui, quello dell’Ambiente, è favorevole almeno alla ricerca sugli ogm, mentre quello dell’Agricoltura sostiene che in Italia non ci servono prodotti ogm. Prima di fare alcune considerazioni sul tema vorrei segnalare un libro, appena uscito in libreria, di Elio Cadelo, giornalista scientifico molto preparato del Giornale Radio, dal titolo “Perché gli OGM”. E’ una raccolta di saggi di vari studiosi (genetisti, biologi, economisti, giuristi) che aiuta a comprendere l’utilità delle biotecnologie non solo in agricoltura, ma anche per  la realizzazione di nuovi farmaci, nella lotta all’inquinamento, nella produzione di carburanti meno inquinanti, insomma, l’importanza degli OGM per l’economia. Un libro che ha il pregio di spiegare che le biotecnologie non vengono realizzate da oscure multinazionali in laboratori segreti per accaparrarsi profitti e decidere sul destino del pianeta ma vengono progettate per migliorare e rendere più sicuro il nostro cibo e per costruire nuovi farmaci più efficaci.

Recentemente l’Unione Europea ha autorizzato la coltivazione del “mais transgenico Bt” e Bt sta per Bacillus thuringiensis, un batterio che si trova naturalmente nel terreno e che produce delta-endotossine,  proteine che sono mortali per molti insetti, mentre sono del tutto innocue per l’uomo e tutti i mammiferi perché l’ambiente acido del nostro stomaco disattiva queste tossine mentre l’apparato digerente degli insetti è alcalino e la tossicità di queste molecole risulta per loro letale. La coltivazione del mais Bt è stata autorizzata dall’Unione Europea ma l’Italia si è opposta. Strano paradosso: nel nostro Paese è vietato coltivare questa pianta ma importiamo mais Bt e soia Ogm dagli Stati Uniti, Brasile Argentina per l’alimentazione di animali che producono latte e formaggi, direi di ottima qualità.

In molti paesi si sta investendo moltissimo per esempio per quanto riguarda la produzione di farmaci direttamente da piante o per quanto riguarda l’arricchimento di talune piante alimentari di vitamine o antiossidanti o di fattori protettivi antitumorali. La ricerca mondiale sta compiendo passi da gigante in questo settore e presto, molto presto, i nostri ricercatori saranno tagliati fuori con conseguenze gravi sull’economia. Paesi come la Cina, l’India, il Brasile, l’Argentina ed altri i cui Pil crescono ogni anno del 5-10% hanno tutti scelto gli Ogm e l’India, in particolare, grazie al cotone Bt42 è oggi il secondo maggiore esportatore mondiale. Quest’anno le culture Ogm nel mondo hanno raggiunto un milione e mezzo di ettari e continueranno ad aumentare e presto, molto presto, la chimica dovrà cedere il passo alla genetica o i nostri prodotti agricoli inquinati dai pesticidi troveranno poco o pochissimo mercato. E in Italia? In Italia la paura fa ombra alla scienza e così si diffida di ciò che non si conosce.

Umberto Veronesi



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