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Quel brutto vizio di rassegnarsi

Se succede, spostandovi in altre città, date un’occhiata al giornale locale: vi troverete le storie minime che i grandi giornali non trattano. La storia minima che vi voglio raccontare è quella di una vecchietta, ricoverata in una casa di riposo,  che da qualche mese diventava sempre più magra e spesso aveva la febbre. “E l’età” dicevano al figlio, anziano anche lui, quando andava a trovarla. Lui, un uomo, non le aveva mai alzato la camicia sulla schiena. L’avesse fatto, avrebbe trovato ciò che infine trovò uno specialista che aveva fatto intervenire: orribili ed estese piaghe da decubito, che ormai avevano fatto infezione. In condizioni ormai gravissime, la povera vecchia è stata portata all’ospedale.

Quel brutto vizio di rassegnarsi

Se succede, spostandovi in altre città, date un’occhiata al giornale locale: vi troverete le storie minime che i grandi giornali non trattano. La storia minima che vi voglio raccontare è quella di una vecchietta, ricoverata in una casa di riposo,  che da qualche mese diventava sempre più magra e spesso aveva la febbre. “E l’età” dicevano al figlio, anziano anche lui, quando andava a trovarla. Lui, un uomo, non le aveva mai alzato la camicia sulla schiena. L’avesse fatto, avrebbe trovato ciò che infine trovò uno specialista che aveva fatto intervenire: orribili ed estese piaghe da decubito, che ormai avevano fatto infezione. In condizioni ormai gravissime, la povera vecchia è stata portata all’ospedale.

E’ una storia minima che ci deve far riflettere. Le famiglie che sono costrette (case piccole, molti guai, necessità di lavorare) ad internare un loro anziano in una casa di riposo, non possono dare, purtroppo, niente per scontato. Al di là di una situazione che appare decente, è sicuro che vengano prestate tutte le cure? Ci sono gli anziani lucidi, e quelli che non lo sono. E allora interroghiamoli, questi anziani, interpretiamo i loro lamenti,  alziamo le coperte dalle loro povere gambe stecchite, tiriamo su la giacca del pigiama o la camicia da notte dalle loro schiene ingobbite. Guardiamo, in una parola, come stanno. Le piaghe da decubito non sono una fatalità, né tanto meno la “normale” afflizione di chi ormai non si alza più. Anzi, ci sono molte cose da fare, che si possono chiedere oppure fare di persona. Spesso, quando si tratta di vecchi, prevale il brutto vizio di rassegnarsi a nome loro. Non dobbiamo accettarlo.

Umberto Veronesi



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