Rita e Margherita: il coraggio di conoscere

Esiste una scienza  che dà ali alla fantasia e al bisogno d’immenso, vive soprattutto nei giovani. E’ stato così per Rita Levi Montalcini e per Margherita Hack, che un giornale ha  chiamato “la ragazza delle stelle” per sintetizzarne le qualità perennemente giovani: la curiosità, la sete di avventura, l’ironia, lo spirito ribelle. Sia Rita che Margherita ci hanno parlato di un mondo molto più grande delle miserie quotidiane, e ce l’hanno fatto amare. “Non abbiate paura di conoscere”, diceva Rita. E Margherita ci svelava un amore che nasceva dalla conoscenza: “La spiritualità, per una come me che non crede in Dio, nell’anima, nell’aldilà, sta nella capacità di amare e comprendere gli altri, uomini e animali.”

Rita e Margherita: il coraggio di conoscere

Esiste una scienza  che dà ali alla fantasia e al bisogno d’immenso, vive soprattutto nei giovani. E’ stato così per Rita Levi Montalcini e per Margherita Hack, che un giornale ha  chiamato “la ragazza delle stelle” per sintetizzarne le qualità perennemente giovani: la curiosità, la sete di avventura, l’ironia, lo spirito ribelle. Sia Rita che Margherita ci hanno parlato di un mondo molto più grande delle miserie quotidiane, e ce l’hanno fatto amare. “Non abbiate paura di conoscere”, diceva Rita. E Margherita ci svelava un amore che nasceva dalla conoscenza: “La spiritualità, per una come me che non crede in Dio, nell’anima, nell’aldilà, sta nella capacità di amare e comprendere gli altri, uomini e animali.”

Margherita Hack ha esplorato l’universo usando i raggi ultravioletti, e partì dall’enigma di una strana stella, Epsilon Aurigae. Ogni 27 anni  questa stella incontra un oggetto misterioso che la eclissa dimezzandone la luce, ma non ne modifica lo spettro. Si poteva tentarne un modello, osservandola dall’ultravioletto? Sì, ma non dai nostri osservatorii terrestri. Così la nostra grande astrofisica, che da 1964 fu direttrice  dell’Osservatorio di Trieste, aspettò l’avvento dei satelliti, e non solo trovò la conferma del suo modello, ma incominciò a tracciare la prima mappa dell’universo. Chi di noi non ha guardato il cielo fitto di stelle, chiedendosi se ci sono altri mondi? Margherita Hack ci spronava a pensarlo: “Nella nostra galassia ci sono 400 miliardi di stelle, e nell’universo ci sono più di cento miliardi di galassie. Pensare di essere unici è molto improbabile.”

La nostra piccolezza davanti all’infinito non era per lei una fonte di paura, ma la lezione da imparare per riempire di cose giuste il limitato universo della vita che viviamo. Spettinata,  vestita con magliette e pantaloni informi,  con il suo sorriso e con la sua semplicità Margherita è stata il testimone delle cose che contano contro quelle che non contano. Controcorrente sempre, in politica come nel modo di spiegare la scienza per portarla vicina a tutti. Nemica dei luoghi comuni e delle ipocrisie, è sempre stata appassionata della verità, la materia luminosa di cui è fatta la libertà.  Una libertà che si leggeva nei suoi occhi, pieni di gioia e di saggezza.  Sia Rita che Margherita hanno condiviso con me molte idee, e soprattutto l’amore per la libertà che viene dalla conoscenza. Mi mancheranno molto.

Umberto Veronesi



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