Parliamone per capire

di Umberto Veronesi

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Umberto Veronesi (1925-2016), medico e ricercatore, ha dedicato la vita allo studio e alla cura dei tumori, in particolare alle terapie conservative per i tumori del seno. E' stato Ministro della Sanità e Senatore del Parlamento Italiano. Ha dato vita alla Fondazione che porta il suo nome. Profondamente persuaso che la scienza possa migliorare il mondo in cui viviamo, questo blog, che ha aggiornato per cinque anni con 200 post, ha ospitato il suo pensiero sulla società, la scienza e il nostro futuro.

Addio all'amico Dulbecco, uomo di scienza e di pensiero

Addio all'amico Dulbecco, uomo di scienza e di pensiero

Renato Dulbecco passa alla storia come protagonista dell’era del DNA, che ha rivoluzionato non solo la medicina, ma la concezione stessa della posizione  dell’uomo nell’universo. Per i suoi studi su virus oncogeni e Dna meritò il Premio Nobel nel 1975, e nel 1986 diede vita al programma mondiale per il  sequenziamento del genoma umano, che porta il suo nome.

Caso Eternit: le colpe dei governi

Caso Eternit: le colpe dei governi

Pubblichiamo l'editoriale di Umberto Veronesi che è apparso sul quotidiano torinese La Stampa. 

Cari amici, donereste un giorno di ferie per chi soffre?

Cari amici, donereste un giorno di ferie per chi soffre?

Vi ricordate «I ragazzi della via Pàl?» Io lo lessi con emozione e partecipazione a un’età che era quella dei protagonisti, e non so se mi piaceva di più il generale Boka, che era già un uomo in erba, o il soldato semplice Ernesto Nemecsek, un bambino pieno di paura e di coraggio.

Perchè c'è bisogno di maggior tolleranza

Perchè c'è bisogno di maggior tolleranza

Provengo da una famiglia fortemente cattolica -  lo era soprattutto mia madre -  e la religione è un elemento  imprescindibile della mia formazione  e dei miei ricordi d’infanzia: il rosario tutte le sere, le domeniche a servire Messa come chierichetto. Quando Dio è uscito dai miei orizzonti, ho voluto mantenere  ancora moltissime occasioni di scambio con  uomini di religione ad ogni livello, ed ho trovato sempre nei miei interlocutori le porte aperte al dialogo e  alla comprensione,  che non significa accettazione , delle posizioni diverse e a volte opposte. Mi ha lasciato sconcertato la polemica sorta intorno allo spettacolo teatrale “Sul concetto di volto del Figlio di Dio”,  in scena in questi giorni al Teatro Parenti a Milano,  che al di là dei suoi valori artistici ho considerato un’occasione importante per riflettere sull’evoluzione dei rapporti fra mondo delle religioni e mondo laico. Invece si sono avute manifestazioni di incomprensibile intolleranza da parte di alcune associazioni che si definiscono difensori dei valori cristiani. Da  non-credente mi sono sempre pronunciato a favore della tolleranza, che diventa sempre più necessaria in un società multietnica  e multiconfessionale. Credo  che per favorire la tolleranza bisogna  prima di tutto evitare le provocazioni, che sono sempre nemiche del dialogo. Ho imparato questa regola dalla mia esperienza personale.Nel mondo  dell’arte,  che è vicino a quello della scienza nella libertà e universalità di pensiero, non si può prescindere  da posizioni forti e da strumenti espressivi audaci. Molta saggezza ha mostrato quindi  il Cardinale  Scola,  che, pur rammaricandosi e chiedendo più attenzione alla sensibilità cattolica, non  ha chiesto la sospensione della pièce al Parenti. Peccato che il Vaticano pochi giorni dopo abbia invece condannato l’opera, scatenando questa volta l’estremismo dei cosiddetti “ultrà cattolici”. Del resto tutti ricorderanno di aver condannato le violente e sanguinose reazioni del mondo islamico al discorso di Regensburg di papa Ratzinger nel settembre del 2006, dove compariva il noto giudizio su Maometto  “che ha portato solo cose cattive e disumane”, messo in bocca a Manuele Secondo, il Paleologo, nel 14esimo secolo. Anche oggi quindi l’invito deve essere alla moderazione in entrambe i mondi,  e credo che questa sia la direzione indicata anche da Scola. Ci sono troppi motivi per cui religione, scienza  e arte devono unire le proprie forze e agire insieme. La lotta alla fame nel mondo, il rispetto dei diritti umani, soprattutto nei più deboli, la soppressione della pena di morte, l’auspicio  del disarmo universale e la pace nel mondo. Nella costruzione della pace,  in particolare, la scienza può avere un ruolo nuovo e fondamentale, che però non può realizzarsi senza dialogo fra religioni  e fra religiosi e laici.  L’enciclica Pacem in Terris di Giovanni XXIII del 1963 ha diffuso un messaggio molto bello e forte che io cito sempre  e a cui credo tutti dovrebbero ispirarsi :  “ Non esistono guerre giuste”. E ancora “La guerra non è inevitabile, né la pace è soltanto un dono», ma entrambi sono «prodotti di un operare umano, cioè di un operare di cui gli uomini sono responsabili».Umberto Veronesi

Se le droghe leggere non fanno male

Se le droghe leggere non fanno male

Le droghe leggere non fanno male, è la conclusione di uno studio di ricercatori del King’s College di Londra passato quasi sotto silenzio nei giorni scorsi e che invece io credo  meriti qualche commento

Lettera al Presidente del Consiglio

Lettera al Presidente del Consiglio

Caro Presidente,

Il mio augurio per il 2012

Il mio augurio per il 2012

Quale augurio più bello per l’anno nuovo? Me lo ha chiesto un lettore ed è facile per me, medico, augurare ciò che a tutti sta più a cuore e cioè la salute. Ma ho anche un’antica speranza e un augurio per tutto il paese e cioè che si realizzi finalmente quella legge della riforma sanitaria, che dal 1978, attende di essere completamente attuata. Noi italiani, con quella legge, condividiamo con le altre nazioni dell’Unione Europea la rassicurante situazione del diritto alle cure mediche, qualunque sia l’organizzazione dei vari servizi sanitari.

In ricordo di un "eroe normale"

In ricordo di un "eroe normale"

Cosa c’è di più lontano tra un commissario di polizia e un ricercatore scientifico? Eppure, se il flusso della vita ha una circolarità che ne mette in connessione le parti e ne attesta la necessarietà, a un “eroe normale” come Giorgio Boris Giuliano, ucciso 32 anni fa dal mafioso Leoluca Bagarella, sarebbe piaciuta l’idea che in sua memoria la famiglia donasse alla Fondazione Veronesi una borsa di studio per un giovane ricercatore. Giorgio Boris Giuliano combatteva la mafia perché credeva nel futuro, e voleva il miglioramento della società, così come la ricerca scientifica ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita. “Per ricordare un uomo buono e generoso, che amava la gente” così hanno spiegato i famigliari il loro gesto generoso, e che rende viva la memoria di quest’uomo molto di più di una lapide o di un monumento, perché lo fa presente nella vita che continua.

Appello al Governo «tecnico»: non siate miopi

Appello al Governo «tecnico»: non siate miopi

Il pulpito da cui ci viene la predica è di quelli tra i più prestigiosi, arriva da Nature, la rivista scientifica più autorevole, che dedica il suo editoriale, cioè la pagina di significato più alto, ad ammonire severamente l’Italia perché non tagli i finanziamenti nella ricerca scientifica. «Nonostante le pressioni per i piani di austerità, investire nella ricerca ora potrebbe dare enormi benefici. Senza una struttura adeguata della ricerca si va incontro a un futuro oscuro», scrive Nature. E non ci consola il fatto che l’ammonimento sia rivolto anche a Grecia e Spagna.

Quando la legge è perversa

Quando la legge è perversa

Non comprendo quale perverso sentimento abbia ispirato le nuove linee guida italiane che ribadiscono il divieto alla diagnosi preimpianto. Dico perverso perché con queste direttive si nega un diritto che ogni donna ha e cioè procreare un figlio sano.