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Sperimentazione Animale: che cosa fa il Comitato Etico

Nessun Far West: l'uso di animali per la ricerca scientifica è sottoposto a regole ferree. Ecco come funzionano

Sperimentazione Animale: che cosa fa il Comitato Etico

Spesso, nel dialogo tra attivisti anti-sperimentazione e scienziati, questi ultimi tirano in ballo il Comitato Etico. Il problema è che non resta ben chiaro cosa sia questo Comitato e per questo ho pensato potesse essere utile un post in cui descrivo a grandi linee cos'è un Comitato Etico, come funziona, da chi è composto, quali mansioni svolge e perché rappresenta, nel mondo della sperimentazione animale, un punto di riferimento irrinunciabile.

Innanzitutto una brevissima premessa. Esistono Comitati Etici anche fuori dal mondo della Sperimentazione Animale: ogni struttura sanitaria pubblica italiana ne ha uno e, in quel caso, ha il compito di "garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti della sperimentazione", secondo la direttiva europea 2001/20/CE. Il Comitato Etico per la Sperimentazione Animale, per gli amici CESA, deriva da questo concetto: si tratta sempre di un organo che si prepone di garantire il soggetto della sperimentazione, il quale però non è più un essere umano ma un animale. Il Comitato Etico è quell'organo, presente in tutte le Università italiane con almeno un Dipartimento che faccia ricerca con animali, che si incarica di esaminare gli esperimenti che i vari laboratori si/gli propongono di fare, ne valuta l'effettiva utilità scientifica, l'impossibilità di essere sostituiti da metodi alternativi validi, l'efficacia dei trattamenti anestesiologici e analgesici e via così; il CESA arriva ad analizzare ogni singolo aspetto dell'esperimento, dal numero di animali utilizzati, assicurandosi sempre che sia il minore possibile, al tipo di specie, preferendo sempre animali meno evoluti ai più evoluti, alle dosi, alle condizioni di stabulazione eccetera. Partendo dal fatto che ci sarà sicuramente qualcuno che gioca sporco, nonostante gli si metta addosso un esercito di Comitati: questo succede dentro e fuori degli stabulari, in ogni professione e angolo del mondo, ci sarà sempre qualche buontempone che dirà: "Sì figurati. Anche se c'è un Comitato, quello mica controlla". Sbagliato. Il fatto che qualcuno giochi sporco non significa che non ci siano controlli. Gli stabulari sono sotto costante e continua attenzione dei veterinari predisposti a gestirlo; queste persone sono responsabili degli animali ci sono dentro e obbligati a riferire al CESA (a volte ne fanno addirittura parte) qualsiasi negligenza, o differenza dal protocollo approvato dal Comitato stesso, insomma qualsiasi cosa che potrebbe portare alla sospensione dell'esperimento. Si tratta di un rischio troppo alto perché qualche ricercatore possa fare il furbo, anche perché potrebbe incorrere molto facilmente in azioni penali. Questo per rispondere a chi crede che negli stabulari si perpetrino macellazioni in massa di poveri animali indifesi senza alcuna regola e alcun controllo.

Per spiegare praticamente cosa fa un CESA e da chi è composto, ho pensato fosse più utile fare tre esempi pratici, citando informazioni riguardanti tre diverse e prestigiose Università italiane, riconosciute a livello internazionale e centri di eccellenza per quello che riguarda il mondo scientifico. Ho quindi scelto l'Università di Padova, dato che, avendoci preso una laurea, è quella che sento più vicina e conosco meglio, l'Università di Bologna, la più antica e prestigiosa di Italia, e l'Università di Bari Aldo Moro, per rappresentare gli Atenei del Mezzogiorno e per ragioni affettive, essendo io pugliese. Vediamo come sono organizzati i rispettivi CESA:

  • All'Università di Padova si specifica già nella home page che "il Comitato ha il compito di verificare che gli esperimenti sugli animali siano scientificamente corretti, metodologicamente appropriati e statisticamente congrui e che l'impegno degli animali sia insostituibile." ed è formato da 15 componenti: un presidente, un vicepresidente responsabile del benessere degli animali, un esperto in biosicurezza (che valuterà le condizioni di stabulazione), uno in bioetica (che determinerà gli aspetti etici del trattamento), uno in statistica e disegno sperimentale (per stabilire il numero di animali minimo/massimo da usare), uno in etologia (per valutare gli effetti dell'esperimento sul comportamento), un giurista (per gli aspetti legali), un rappresentante amministrativo e 6 rappresentanti provenienti dalle principali Facoltà scientifiche (Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Psicologia e Scienze MM. FF. NN.). Navigando un po' tra gli allegati, sarà possibile vedere con che frequenza si riunisce il Comitato e le modalità operative con cui funziona.
  • L'Università di Bologna offre, sul suo sito, informazioni ancora più dettagliate. Nella homepage si trova il principio base del funzionamento del CESA, "Il Comitato è il punto di riferimento d'Ateneo per tutte le questioni etiche che riguardano gli animali. Il Comitato ha il compito di verificare che i progetti di ricerca che prevedono l'impiego di animali siano eticamente e scientificamente corretti, in ottemperanza alle norme vigenti.". Scaricando l'allegato in PDF con il Regolamento Comitato Etico, ossia il Bollettino d'Ateneo 153/08 e andando direttamente a pagina 5, ci si trova di fronte ad un vero e proprio libretto di istruzioni del CESA. Qui sono spiegati il campo in cui il CESA dovrà agire, le sue finalità, le sue funzioni - l'art. 3 è infatti il più importante: al comma 2 si riporta ad esempio che il Comitato "verifica che gli studi proposti richiedano l’utilizzo del minor numero di animali, comportino l'impiego di animali con più basso sviluppo neurologico, causino meno dolore, sofferenza, angoscia o danni durevoli ed offrano maggiori probabilità di risultati soddisfacenti."- e la sua composizione, simile all'esempio anteriore; in questo caso, infatti, si va da 8 a 12 membri, con rappresentanti di etica/bioetica, giuristi, biologica, medicina e chirurgia sperimentale e veterinaria, farmacologia, tossicologia, anatomia e fisiologia generale e veterinaria. Proseguendo, si trovano le modalità di funzionamento del Comitato stesso.
  • L'Università Aldo Moro di Bari stabilisce nella homepage che il Comitato "ha il compito di verificare che la sperimentazione sugli animali sia scientificamente corretta, metodologicamente appropriata e che l'utilizzo degli animali sia insostituibile". Anche qui è possibile scaricare diversi allegati, soprattutto riguardanti le normative afferenti al CESA e alla sperimentazione animale in genere. Molto interessante è anche la possibilità di prendere visione dei verbali delle ultime riunioni, per capire un po' come funziona il CESA di questo Ateneo. Limitandosi al solo Regolamento, un PDF di appena 5 pagine, si possono avere subito i dettagli questo Comitato. In questo caso, il CESA è di 9 membri, "nominati dal Rettore tra il personale dell'Università interessate all'attività di sperimentazione e tra i responsabili degli stabulari attivi nell'Ateneo, che siano competenti negli aspetti scientifici, etici e/o giuridici della sperimentazione animale"; vi è un medico veterinario responsabile del benessere degli animali di tutti gli stabulari dell'Ateneo. Alcune delle funzioni del CESA sono esaminare i protocolli, valutandone la congruenza con le finalità scientifiche, l'impossibilità di usare metodi alternativi e usando il minor numero di animali, monitorare le attività di sperimentazione, verificare che sia attuabile la Legge 413/93 sull'obiezione di coscienza e valutare le segnalazioni di "situazioni o comportamenti pregiudizievoli per lo stato di benessere degli animali [...] e ad assumere le conseguenti misure correttive.

 

Dei tre è quello di Padova il CESA che mi è sembrato meglio gestito: più numeroso e con membri che abbracciano anche campi che altri non toccano, come l'etologia e la statistica. A prescindere da questo, ciò che però risulta chiaro è che in tutte e tre -ed è così in ogni altra Università-, esiste un organo che vigila sull'uso (e sull'abuso) della SA, un organo che è sempre presente, all'altezza del suo ruolo e competente. Quindi innanzitutto smettiamola con questa balla del silenzio degli scienziati, dato che ho dimostrato chiaramente che bastano pochi click per arrivare a informazioni chiave per capire come funziona l'approvazione di un esperimento, sempre che interessi davvero cercarle. E smettiamola anche di dire che in uno stabulario "ognuno fa quello che vuole". Qui si parla di scienza e anche la scienza, come tutti i campi in cui si utilizzano animali, segue strettissime regole ed è vincolata a direttive e normative estremamente precise e chiare.

Francesco Mannara



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