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Uomini e topi

Sperimentazione animale: non tutte le opinioni hanno lo stesso peso. Scopri perchè

Uomini e topi

Per intenderci sulla sperimentazione animale

Nell'era di Wikipedia, in cui tutto è accessibile a tutti, ogni informazione è reperibile in pochi secondi e, soprattutto, chiunque può aggiornare una voce enciclopedica. Una delle cause, secondo me, più comuni di molti problemi di comunicazione risiede nella convinzione, ormai diffusissima, secondo cui  "tutte le opinioni sono uguali". E invece non è così.

Le opinioni non sono tutte uguali: uguale è il diritto di tutti di esprimerle. È una differenza, neppure troppo sottile. E visto che siamo non solo nell'era di Wikipedia ma anche nell'era di Facebook, la seconda causa, sempre secondo me, più comune di molti problemi di comunicazione è che la gente ha dimenticato che l'opinione è un diritto e l'ha trasformata in un dovere: tutti DEVONO dire qualcosa su OGNI argomento. Postare un qualsiasi giudizio su qualsiasi argomento si è trasformato da "possibilità" -come, in origine, era stato concepito il principio di facebook, twitter, ecc - in "necessità". Il risultato? Orde di persone che invadono le bacheche e gli articoli giornalistici di commenti di ogni genere, nei toni più svariati dal complottista al tuttologo al cafone al "ma Lei che ne sa" e che, se gli fai notare che magari non sono proprio i più titolati a parlare dell'argomento, ti rispondono: "La mia opinione vale quanto la tua".

Eh no. Io sono un biotecnologo. La mia opinione sulla Guerra dei Cento Anni non può valere quanto quella di un laureato in Storia medioevale solo perché ho dato una ripassata alla pagina di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_cent%27anni). Troppo comodo. Così come l'opinione riguardo Hegel di uno studente al primo anno di filosofia non può essere considerata uguale a quella del suo professore. Se lo studente, di Hegel, pensa "A" e il professore pensa "B", beh...io, che non sono né professore né studente, credo al professore.

Questa è una premessa doverosa, che andrà ricordata sempre nella lettura di tutti i post che scriverò. Perché possiamo essere in tutte le ere che vogliamo, Wikipedia, Facebook e Twitter, ma siamo, molto più pericolosamente, in un'era in cui i contenuti si sono inariditi e le forme con cui vengono espressi selvaggiamente imbarbarite. Io non sono un esperto di comunicazione (appunto): dico questo per quello che leggo nei commenti, vedo in tv le poche volte che l'accendo, ascolto dalla gente. Ma sono abbastanza convinto che gente più esperta di me, e in questo blog ce ne saranno sicuramente, mi potrà dare ragione. La sostanza è che ora si pensa a gridare per non dire niente e, in molti casi, si perde la capacità critica di analizzare quello che si è detto. Un esempio classico è il tema centrale di questo blog, la sperimentazione animale.

Del tema posso ritenermi probabilmente non un esperto ma certamente una persona informata, dato che ho presa di visione diretta e quotidiana con l'argomento, lavorando in uno stabulario e conducendo io stesso ricerche nell'ambito motore e comportamentale dei roditori. Tuttavia non avevo mai prestato particolare attenzione al dibattito che, lentamente, ribolliva nel pentolone "internet" che io avevo, forse saggiamente, deciso di tappare con un bel coperchio. Il coperchio lo tolsi il giorno in cui vidi l'irruzione di un gruppo di attivisti anti-sperimentazione (mi rifiuto di usare la parola "vivisezione", e vedremo il perché) nel Dipartimento di Farmacologia di Via Vanvitelli a Milano, episodio credo di non troppi mesi fa. Fu stupefacente e disarmante scoprire quanto deviate fossero le convinzioni delle persone responsabili di quel reato e cosa fossero disposte a fare per cercare di risolvere situazioni che esistevano solo ed unicamente nella loro testa. 

Poco a poco mi addentrai in una specie di "viaggio" tra i vari gruppi di Facebook pro e contro la sperimentazione animale, passai a leggere blog, articoli, interviste, ecc...  Sia chiaro fin da ora: probabilmente posterò, ogni tanto, immagini o dichiarazioni prese da Facebook ma mai e in nessun caso le considererò degli esempi. Il termine "esempio", almeno nel campo scientifico, equivale a "campione", ossia un pezzo rappresentativo di un totale. E lungi da me considerare Facebook e affini sempre e comunque dei campioni della società o parte di essa. Spesso lo sono, ma non è corretto generalizzare.

Tornando al tema, di tutte le informazioni che mi arrivavano, era chiara una cosa: i gruppi "pro" accusano i gruppi "contro" di diffondere informazioni erronee, plagiare le opinioni dei disinformati e avere l'appoggio dei mass -media; i gruppi "contro" accusano i gruppi "pro" di diffondere informazioni erronee, plagiare le opinioni dei disinformati e avere l'appoggio dei mass -media. È chiaro che qui c'è qualcosa che non va: la logica impone che uno dei due abbia torto. In realtà, per come la vedo io, il torto è da entrambe le parti. E la ragione beh...la ragione totale non ce l'ha nessuno. Come accade quasi sempre. Eppure questa è una situazione classica: nei dibattiti politici sentiamo di continuo lo schieramento "di sopra" accusare i mass media di preferire lo schieramento "di sotto" e viceversa (così non li chiamiamo neanche "destra" e "sinistra", chè già mi farò abbastanza nemici con questo blog, figuriamoci se inizio a parlare di politica, o calcio, o religione....beh, no...sulla religione qualcosa magari la dirò).

In questo caos, il lettore disinformato è in balia del più forte: chi ha argomenti più convincenti, vince. Non importa se gli argomenti siano veri o falsi. Conta avere l'appoggio di quel lettore. Come si combatte questo? Con le opinioni informate. Questo è quello che voglio fare con questo blog: rendere i lettori, o meglio le loro opinioni, delle opinioni informate. Allora sì che potranno venire da me, o da chiunque altro, e dirmi: "La mia opinione vale quanto la tua". E gli risponderò: "Ancora no!". Perché comunque la mia opinione vale quanto quella di qualcuno che fa il mio lavoro ogni giorno, vale meno di quella di chi fa questo lavoro da più tempo e più di quella di chi lo fa da meno tempo. Ma almeno saranno opinioni informate. Ripeto, non posso certo considerarmi un esperto, ma un informato, il quale in ogni post si impegnerà a smontare una dopo l'altra le tante, tantissime bugie che vengono dette sull'argomento "sperimentazione animale"; non posso parlare, in generale, di tutte le panzane che vengono propinate dalla "teoria animalista", perché, appunto, non sono un esperto di caccia, di allevamenti, di industria della carne, ecc (per questi temi, rimando alla lettura del libro "L'inganno animalista", di Fabrizio Leone). Ma posso parlare della sperimentazione animale, per come la vedo io, la faccio io, l'ho vista fare io. E lo farò dicendo sempre la verità. E se dopo, alla fine, qualcuno sarà ancora convinto che la sperimentazione animale sia davvero un male, allora la sua opinione avrà da me il rispetto di sempre (che non mancherà a nessuna opinione che sia rispettosa della mia) e la considerazione che si deve a una opinione informata.

Una piccola nota finale (ora che l'ho scritta, neanche tanto piccola). Verrò accusato di molte cose, mi verranno dati tanti aggettivi, tutte cose già viste. Per una questione di praticità, posto qui un piccolo vademecum o promemoria, con una "difesa preventiva", così non mi tocca scrivere sempre le stesse cose: è più pratico e si risparmia tempo. Se, quindi, qualcuno intende commentare con una delle frasi virgolettate, si dia da solo la risposta che segue:

  • "Sei al soldo delle case farmaceutiche, delle lobby farmaceutiche, ...": No. Lavoro in una fondazione semiprivata che riceve in parte fondi pubblici dal " Ministerio de Sanidad, Servicios Sociales e Igualdad", in parte fondi da donazioni (stile Telethon), in parte fondi privati di chi ha interesse nella ricerca di base. Non lavoro nel campo di sviluppo farmaci, farmacologia, eccetera, quindi non ho nessuna casa farmaceutica interessata al mio lavoro. Sul fatto che alle case farmaceutiche (come a nessun altro) convenga non fare sperimentazione animale, ci tornerò.
  • "La tua opinione è di parte perché è il tuo lavoro": Ci mancherebbe altro. Non sono un giornalista, non ho l'obbligo di limitarmi a raccontare un fatto. Un fatto può essere vero o falso, un'opinione può essere di parte o meno. Io sono moralmente obbligato a dire la verità sulla SA, ma non a non avere un'opinione al riguardo.
  • "Sei un assassino, omicida, boia, sadico....": Il termine "assassino", legalmente non esiste. Si usa "omicida". Che, per etimologia, contiene "omi". Essere umano. Io di esseri umani non ne ho uccisi. Se lo avessi fatto, credetemi, non è attraverso un blog che mi costituirei. Non ho mai procurato sofferenze a nessun essere vivente fuori o dentro il laboratorio, almeno in maniera cosciente o evitabile (chiedo scusa a tutti i moscerini spiaccicati sul mio parabrezza), e a non ho dato volontariamente la morte a nessun animale fuori dal mio laboratorio, né intendo farlo in futuro.
  • "La Sperimentazione animale è inutile": un intero blog per dimostrarvi il contrario. Portate pazienza.
  • Qualunque cosa contenga "vivisezione": il termine è in disuso da 30 anni. Aggiornatevi. Userò sempre e solo "sperimentazione animale" o la sua abbreviazione "SA".
  • Qualunque cosa contenga "animalista": userò sempre e solo le parole "attivista". Molti libri e blog pro-sperimentazione usano anche termini più pesanti e sarcastici. Ma, per quanto adori il sarcasmo e ne faccia uso ogniqualvolta mi sia possibile, e per quanto siano un bersaglio facile, non ho lo scopo di prendere in giro gli attivisti. Solo di farli fermare un momento a riflettere. E lasciamo stare gli "animalisti", quelli veri.
  • La citazione di Einstein "Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni" É FALSA (http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2011/12/11/vi-propongo-un-esperimento/), è inutile che la mettiate.
  • "Pratica i tuoi esperimenti sui tuoi figli/familiari/amici": Non ho figli, la mia famiglia non sarebbe adatta al tipo di studi che conduco, i miei amici anche meno e, senza sarcasmo, ora sono serissimo, leggetevi prima di commentare. Non mi aspetto di avere a che fare con persone esperte, altrimenti non farei questo blog, ma pretendo di avere a che fare con persone dotate di buonsenso. La sperimentazione sugli esseri umani era di moda ai tempi di Mengele: dovremmo aver imparato qualcosa da quell'esperienza.


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