Glossario delle malattie

Coronavirus

Coronavirus

I Coronavirus, così chiamati per la caratteristica forma a coroncina visibile al microscopio, sono una famiglia di virus che causa infezioni negli esseri umani e in una varietà di animali, tra cui uccelli e mammiferi come cammelli, gatti e pipistrelli. Si tratta di virus molto diffusi in natura, che possono causare un comune raffreddore o malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). A oggi, sette Coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l'uomo: HCoV-OC43, HCoV-HKU1 (Betacoronavirus), HCoV-229E e HCoV-NL63 (Alphacoronavirus), SARS-CoV, MERS-CoV e 2019-nCoV (ora denominato SARS-CoV-2). Virus di quesot tipo colpiscono prevalentemente le cellule epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

 

CHE COS'E' IL SARS-Cov-2?

Il SARS-Cov-2 è un nuovo ceppo di Coronavirus precedentemente mai identificato nell'uomo. In particolare, quello denominato SARS-CoV-2 (prima 2019-nCoV), è stato segnalato per la prima volta a Wuhan, in Cina, a dicembre 2019. Il virus che causa l'attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato «Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2» (SARS-CoV-2). Secondo il pool di scienziati dell'International Committee on Taxonomy of Viruses (Ictv) che ha denominato il nuovo virus, si tratta di uno stretto «parente» di quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs). Da qui il nome scelto: SARS-CoV-2. Alla malattia provocata da questo Coronavirus - che può manifestarsi fino a 14 giorni dopo il contatto con il virus: questo il periodo di incubazione riconosciuto - è stato dato il nome di COVID-19.

 

COME SI TRASMETTE IL NUOVO CORONAVIRUS?

Compiuto il «salto di specie» dall’animale (ma non si sa ancora quale) all’uomo, con un probabile passaggio attraverso una specie intermedia, il Coronavirus si sta diffondendo anche da uomo a uomo. Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette tramite la saliva (tossendo e starnutendo), contatti diretti personali e le mani (toccando con le mani contaminate bocca, naso o occhi). Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. Il rischio di contrarre il virus da una persona asintomatica esiste, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo considera poco frequente.

 

COME PROTEGGERSI

Essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino e per realizzarne uno ad hoc i tempi possono essere anche relativamente lunghi (si stima 12-18 mesi). Ci sono diversi gesti con cui è possibile ridurre il rischio di entrare a contatto con il virus:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare l’eventuale presenza del virus

  • mantenere una certa distanza - almeno un metro - dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre. Il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata

  • evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai viaggiato di recente in Cina o se sei stato in stretto contatto con una persona ritornata dalla Cina e affetta da malattia respiratoria.  

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se si sospetta di aver contratto il nuovo Coronavirus e se si presentano sintomi quali tosse o starnuti o se ci si prende cura di una persona con sospetta infezione da nuovo Coronavirus (viaggio recente in Cina e sintomi respiratori). L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus, ma deve essere adottato in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.

 

 

LA CURA

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Le cure al momento offerte si basano sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio. Gli antibiotici non sono utili, dal momento che funzionano soltanto contro le infezioni batteriche. 


Le informazioni riportate sono tratte dal sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, del Ministero della Salute e dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Inmi) Lazzaro Spallanzani di Roma


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