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Progetti internazionali

Sin dalla sua nascita la Fondazione Umberto Veronesi si è occupata di promuovere la salute delle donne, soprattutto in Paesi colpiti da conflitti o in stato di grave necessità, dove i tumori femminili rappresentano ancora una delle principali cause di morte.

Per questo sono nati i progetti medici oncologici dedicati alla popolazione femminile di Paesi che vive in stato di grave necessità. Le attività si rivolgono al personale medico e paramedico e prevedono borse di studio per la formazione di specialisti, l'apertura di ambulatori per la diagnosi dei tumori e fasi di training medico in loco e in Italia. 

I NOSTRI OBIETTIVI

  • promuovere la prevenzione oncologica e la tutela della salute delle donne laddove è più difficile farlo
  • condividere le conoscenze e risultati in campo oncologico e promuovere la formazione di personale specializzato in loco
  • contribuire a ridurre il divario di salute in termini di opportunità di prevenzione e cura fra paesi ricchi e paesi poveri del mondo

COSA FACCIAMO

La Fondazione ha avviato e sostenuto progetti di prevenzione rivolti alle donne in regioni colpite da conflitti o crisi economiche e sociali, attraverso:

  • la realizzazione di ambulatori per la diagnosi di tumore
  • la dotazione di macchinari diagnostici
  • la formazione di medici, infermieri, operatori sanitari, assistenti sociali in loco e in Italia il sostegno economico al personale locale la sensibilizzazione e l’educazione alla prevenzione (autoesame)

Dal 2015 è stata inaugurata anche una Task force di medici volontari impegnati in missioni per trasferire in loco il know-how medico scientifico. Fondazione Veronesi conduce queste attività in collaborazione con realtà presenti sul territorio e con il supporto di istituzioni locali e internazionali.

I paesi coinvolti dal 2010 ad oggi e le attività svolte:

  • Israele e Palestina
  • Afghanistan
  • Madagascar
  • Repubblica di Guinea
  • Repubblica Democratica del Congo
  • Haiti

2011-2018 - Afghanistan

Nel 2013 è stato aperto un ambulatorio per la diagnosi del tumore al seno a Herat presso il Maternity Hospital (38mila visite all’anno), in collaborazione con la Rezai Foundation e con il supporto dell’Ambasciata italiana di Kabul. Gestisce l’ambulatorio la dottoressa afghana Farzana Rasaouli, che è stata formata in Italia grazie al sostegno di Fondazione Veronesi.

Nel 2015 è stato consegnato un mammografo, acquistato grazie al sostegno di Fondazione BNL e trasportato dall’Italia con un velivolo dell’Aeronautica Militare Italiana.

Nel 2016 è stato organizzato in India un secondo training in screening mammografico per la dottoressaRasaouli e i due tecnici di radiologia che lavorano presso il centro di Herat. Le donne che nel 2016 hanno visitato l’ambulatorio gratuitamente sono circa 1.000; in quasi un caso su 3 sono state scoperte anomalie.

Nel 2018, la Fondazione ha aumentato il proprio impegno finanziario per dotare il Centro di diagnosi del tumore al seno di un laboratorio di anatomia patologica. Parallelamente, a Perugia (grazie alla collaborazione con l’Ospedale Santa Maria della Misericordia e la Usl 1 Umbria), è stata sostenuta la formazione in citologia di personale sanitario per rafforzare le competenze sullo screening mammografico. Grazie all’accordo con il Presidente dell'Associazione Patologi Oltre Frontiera (Apof) è stato possibile realizzare un sistema di «telepatologia», per eseguire controlli di qualità a distanza almeno per i primi anni.

Attualmente nel centro lavorano due dottoresse (Farzana Rasaouli e Fatema Fareshta), un biologo (Fareshta Fizli), due tecnici di radiologia (Sadaf Qayumi e Sadiqa Farooqi) e un data-manager (Sumaia Banai), interamente sostenuti da Fondazione Umberto Veronesi.

Il progetto viene portato Avanti grazie al prezioso supporto della Cooperazione Italiana in Afghanistan e di Apof.

2016 - Haiti

In collaborazione con Fondazione Francesca Rava è stato avviato un progetto di formazione per la diagnosi e la cura del tumore al seno, rivolto a personale medico locale che possa operare presso l’ospedale Saint Damien di Port-au-Prince.

2014 – 2016 Repubblica democratica del Congo

Il tumore dell'utero è la causa principale di morte per cancro tra le donne africane. Anche un solo Pap test nella vita potrebbe aiutare a prevenire il tumore e dimezzare la mortalità. Fondazione Umberto Veronesi e Cesvi - insieme a Patologi oltre Frontiera, Cooperazione Belga, Università di Kinshasa, Università Statale di Milano, Ministero della Salute Congolese e con il supporto dell'OMS – hanno realizzato a Kinshasa 7 centri gratuiti di screening dove le donne da 30 a 50 anni vengono sottoposte a Pap test e, in caso di esito positivo, rimandate a ulteriori esami diagnostici (colposcopie e biopsie).

Il progetto si pone la finalità di ridurre la mortalità per cancro al collo dell'utero definendo strategie nazionali efficaci e adatte al contesto.

Fra l’aprile 2015 e l’ottobre 2016 sono stati effettuati 1.783 Paptest, di cui 8.6% è risultato positivo, quindi rimandato a successivi controlli.

2013-2016 - Repubblica di Guinea

Nel 2013 si è avviata la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio per la realizzazione di un ambulatorio per la diagnosi del tumore al seno presso il centro medico DREAM a Conakry, che cura le donne sieropositive e affette da Hiv (300 pazienti l’anno).

Nel 2014 e nel 2016 il medico guineiano Maurice Sandouno ha seguito due training in radiologia senologica in Italia, cui seguirà l’apertura dell’ambulatorio nei primi mesi del 2017.

2006 - 2010 Israele (Nazareth) e Palestina (Gerusalemme Est)

2006, Nazareth (Israele, territorio a prevalenza araba) – è stato donato un mammografo all’ospedale Sacra Famiglia in collaborazione con la Cooperazione Italiana.

2009, Gerusalemme Est (Territori Palestinesi) –l’ospedale di Al Ram è stato dotato di un ecografo acquistato grazie ad un grant della Fondazione BNL e in collaborazione con il Ministero della Salute Pubblica Palestinese e la Cooperazione italiana. Sono stati formati due medici palestinesi in Italia in accordo con il Ministro alla Salute Palestinese.

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