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Alimentazione

L'uva potrebbe salvare l'occhio dalle malattie della retina

pubblicato il 25-03-2016
aggiornato il 27-02-2017

Primi risultati promettenti da uno studio che accredita l’uva come alimento benefico per la vista, e per la retina in particolare. Gli effetti ottenuti sui topi dovranno però essere confermati anche sull’uomo

L'uva potrebbe salvare l'occhio dalle malattie della retina

Un consumo regolare di uva potrebbe fare la differenza sul benessere degli occhi, limitando i danni da stress ossidativo, correlati all’invecchiamento e all’iperproduzione di radicali liberi. Due eventi che impattano sensibilmente sulla struttura e la buona funzionalità delle retina, prevenendo in particolare la retinopatia degenerativa. Una patologia seria che può condurre alla cecità. I benefici dell’uva per la vista sarebbero stati dimostrati da uno studio di laboratorio, americano, condotto dalla University of Miami Miller School of Medicine, pubblicato sulle pagine di Nutrition.

LO STUDIO

La scoperta è ancora ‘sperimentale’, dimostrata cioè al momento solo su topi, ma i dati preliminari sono promettenti e suggeriscono una relazione favorevole fra un consumo di uva e possibili effetti protettivi sulla retina. Quest’ultima svolge una funzione fondamentale per l’occhio, contiene infatti particolari cellule, chiamate fotorecettori, che rispondono alla luce. Queste sono di due tipi e ci guidano; le une – quelle a forma di coni concentrate nella zona centrale della retina – dandoci una ‘visione a colori’ e distinta, e le altre - i bastoncelli che si trovano nella zona periferica – orientandoci al buio. Quando queste cellule, andando incontro al tempo o a altri fattori di rischio si degenerano, perdendo in efficacia e funzionalità, portano a un progressivo peggioramento della retina, causa anche di cecità. Ragion per cui la scienza sta studiando soluzioni per rallentare questo processo e pare che anche la tavola possa avere il suo apporto. Come conformerebbe anche questo studio americano, allungando così la lista degli alimenti che fanno bene alla vista: mirtilli e carote erano già noti, ora si aggiungerebbe anche l’uva.

 

I POTENZIALI BENEFICI DELL’UVA

Gli effetti anti-degenerazione dell’uva sono emersi da uno studio effettuato su un gruppo di cavie, sottoposte ad una dieta arricchita con uva liofilizzata in polvere, in quantità pari a tre porzioni al giorno normalmente assunta dall'uomo, una dieta di controllo a base di zuccheri e un'altra secondo un regime normale. I topolini venivano poi sottoposti a uno stress ossidativo per stimolare la degenerazione della retina. I ricercatori non hanno dovuto attendere molto per vedere confermate le loro aspettative, perché già dopo appena cinque settimane di regime alimentare controllato, e ancora prima dell’azione svolta dallo stress ossidativo, i topini nutriti con la dieta arricchita di uva mostravano una migliore qualità della retina. Ovvero essa conservava l’originale spessore, la quantità e la qualità funzionale dei fotorecettori. Invece i topolini più sfortunati, quelli alimentati normalmente, vedevano peggio a causa di una retina danneggiata dalla perdita di spessore e dal 40% in meno di fotorecettori e poco rispondenti ai differenti stimoli luminosi.

 

IN CONCLUSIONE

«Una dieta arricchita d’uva – dichiara Abigail Hackman, autore principale dello studio – preserva in maniera sensibile la funzionalità della retina. Sembrerebbe che l’uva possa svolgere una doppia azione: promuovendo la salute dell’occhio, segnalando cioè cambiamenti a livello cellulare e dall’altro contenendo i rischi da stress ossidativo». Ora non resta da capire se questi benefici effetti siano efficaci anche nell’uomo, ma per saperlo occorrerà attendere l’avvio e i risultati di nuovo studi dedicati.

 


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