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Alimentazione

Gli energy drink che non danno energia

pubblicato il 06-09-2013

Aumenta il consumo di queste bevande anche fra i giovanissimi. E l’abuso influisce non soltanto sul rischio di malattie metaboliche ma può interferire anche con il sistema nervoso

Gli energy drink che non danno energia

Aumenta il consumo di queste bevande anche fra i giovanissimi. E l’abuso influisce non soltanto sul rischio di malattie metaboliche ma può interferire anche con il sistema nervoso

Gli energy drink, bevande reintegratrici di sali e vitamine, secondo l’ultimo rapporto Istat sono entrati a far parte del paniere degli italiani: ne fanno uso soprattutto i giovani tra i 18 e i 35 anni, ma il loro consumo è in rapido aumento - salito al 60% - anche fra gli adolescenti. Sotto accusa l’elevato quantitativo di caffeina e guarana, responsabile di importanti effetti collaterali.

LA BEVANDA – Sono passati di moda i succhi di frutta, oggi a farla da padrone sono i ‘reintegratori energetici’. Bevuti indistintamente da adulti e giovani, come una qualsiasi altra bevanda analcolica, ignari dei rischi che corrono se il quantitativo ingerito è superiore a una lattina. «I livelli di caffeina contenuti in una confezione o in una bottiglia di energy drink - spiega Giovanni Corsello, Presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip) e  Ordinario di Pediatria all’Università di Palermo - possono variare da circa 80 a più di 500 milligrammi (mg). Valori che sono al limite per gli adulti, la cui dose giornaliera di caffeina non deve eccedere i 400 mg, ma assolutamente nociva per i giovani dove i livelli si abbassano a 100 mg». Negli Stati Uniti, l’abuso di energy drink ha raddoppiato il numero di ricoveri al pronto soccorso: secondo il rapporto dell’agenzia governativa Substance Abuse and Mental Health Service Administration (Samhsa), che ha lanciato l’allarme, sono passati nell’arco di quattro anni da diecimila a più di ventimila. «Gli effetti sull’organismo prodotti dalla bevanda – continua Corsello – comprendono insonnia, nervosismo, mal di testa, tachicardia e sensazione di battito cardiaco accelerato fino alle convulsioni nei casi più seri».

I RISCHI – Non è solo la minore soglia di tolleranza alla caffeina dei giovani a preoccupare. Si sottovalutano anche i luoghi e le modalità con cui consumano la bevanda. «Specie se bevuti di sera, gli energy drink a base di glucosio, carnitina o taurina – dichiara ancora il Presidente della Sip – possono alterare la percezione della stanchezza ed esporre ad un rischio maggiore di colpo di sonno e dall’altro contrastare la sensazione di affaticamento. Ecco perché molti giovani li scelgono durante le notti passate a studiare prima degli esami o per tirare tardi in discoteca». Ma il rischio aumenta notevolmente se vengono mescolati ad alcolici. «Le sostanze stimolanti – conclude Corsello – mascherano l’effetto depressivo dell’alcol e portano a non accorgersi del grado di ebbrezza, invitando ad una ulteriore assunzione e abuso di alcol». Un circolo vizioso, insomma.

PREVENZIONE – Contrastare la diffusione di energy drink, specie di quelli alcolici acquistabili anche on-line, fra le fasce di popolazione più deboli, quelle degli adolescenti: è questo l’appello da parte del Comitato Nazionale per la sicurezza alimentare che ricorda che, ricchi di zucchero, le bevande energy favoriscono anche l’obesità giovanile.

Francesca Morelli


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