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Alimentazione

Il cibo biologico è davvero più nutriente per i bambini?

pubblicato il 14-05-2013
aggiornato il 19-06-2017

Privi quasi del tutto di residui di pesticidi e fitofarmaci, gli alimenti prodotti attraverso coltivazioni organiche non hanno finora dimostrato maggiori proprietà nutrienti

Il cibo biologico è davvero più nutriente per i bambini?

Se ne discute molto, non soltanto in Europa: la dieta a base esclusivamente di alimenti biologici è più nutriente per i bambini? Il dibattito è aperto, al punto che nelle scorse settimane è diventato lo spunto per una riflessione sulle colonne del Washington Post. Al momento non ci sono riscontri che permettano di rispondere al quesito, come ha anche affermato l’American Academy of Pediatrics.


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COS’ È BIO?

Nonostante la percezione diffusa che gli alimenti organici siano più nutrienti rispetto alle alternative convenzionali, mancano le evidenze a sostegno. L’agricoltura biologica ha come obbiettivo la sostenibilità ambientale. Escluso è l’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi e di organismi geneticamente modificati. Predilette sono procedure quali: l’uso di fertilizzanti organici, la rotazione delle colture, l’utilizzo di preparati vegetali, minerali e animali, l’allevamento degli animali con mangimi di origine vegetale e la massima attenzione al loro benessere.  

LA DIETA ORGANICA - Nulla, però, che segnali ripercussioni sulle proprietà nutritive degli alimenti prodotti secondo la metodica sostenibile. «Si sa che alcuni cibi biologici hanno una concentrazione più alta di vitamina C e fosforo, ma non vi è dimostrazione che sia associata a un beneficio per la salute dei bambini», spiega Gian Vincenzo Zuccotti, ordinario di pediatria e direttore del Centro universitario per la ricerca nutrizionale dell’Università degli Studi di Milano. «Il latte di origine biologica e quello ottenuto da allevamenti convenzionali sono esattamente sovrapponibili». Se si può essere quasi certi che gli alimenti biologici assicurino un introito nullo di fitofarmaci, non si può essere altrettanto sicuri quando si parla di altri contaminanti: i limiti per micotossine, nitrati, metalli e diossine sono gli stessi imposti dalla legge per gli alimenti convenzionali, a differenza di quanto previsto per i cibi destinati all’infanzia.

È UTILE PER I BAMBINI?

Gli alimenti più a rischio, premessi gli alti livelli di sicurezza dei prodotti italiani, sono rappresentati dai vegetali: in modo particolare frutti come le fragole, le pere e l’uva. Attenzione va posta anche nei confronti degli additivi, di origine vegetale o animale, il cui impiego è consentito nell’agricoltura biologica. Non si può escludere che alcuni di questi (E214, E220, E224, E410, E414) determino reazioni di intolleranza o allergie. Nei consumatori abituali di cibi di origine biologica è stata dimostrata la minore esposizione a residui di pesticidi o fitofarmaci, ma è tutta da accertare la rilevanza clinica di questo dato. Conclude Zuccotti: «La scelta di utilizzare prodotti di agricoltura biologica nella dieta di un bambino è rispettabile e rappresenta una valida alternativa. Ciò che conta, però, è trasmettere la consapevolezza del vero significato di agricoltura o allevamento biologico e di cosa ci si possa attendere da questa scelta sulla base delle evidenze disponibili».

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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