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Alimentazione

La bibita calorica fa meno gola se sai quanti passi ti costa

pubblicato il 19-10-2014
aggiornato il 11-07-2017

Conoscere lo sforzo necessario a smaltire l’energia introdotta può correggere le scelte alimentari. I risultati di uno studio su adolescenti americani

La bibita calorica fa meno gola se sai quanti passi ti costa

Non solo calorie in numeri. Per persuadere gli adolescenti a mutare il consumo di energy drink, bevande zuccherate o succhi, troppo calorici e poco salutari, verso bevande (o menu) più sane, sarebbe utile indicare a chiare immagini quanto costa in termini di sforzo fisico lo smaltimento di cotante calorie. È la strategia esposta da un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University Bloomberg School of Public Health, e pubblicata on line sull’American Journal of Public Health, osservando i comportamenti di un gruppo di adolescenti afroamericani. 

 

LO STUDIO

Mettere i giovani davanti a un fatto concreto. Ovvero quantificare su pannelli in bella vista all’interno di negozi di alimentari il numero di calorie introdotte, numero di cucchiaini di zucchero correlati e i corrispettivi passi e minuti per smaltire il tutto, avrebbe la sua efficacia. Almeno secondo la tesi di ricercatori americani che tra l’agosto 2012 e giugno 2013 hanno monitorato le oltre 3 mila tipologie di lattine acquistate da giovani fra i 12 e i 18 anni e i possibili cambiamenti nelle abitudini prima e dopo la vista delle indicazioni dietetiche e sportive. 

 

QUANTI KM?

Nello specifico, i ricercatori avevano utilizzato quattro tipi di informazioni: "Sai che una bottiglia di soda o succo di frutta ha circa 250 kcal?", "Sai che contiene circa 16 cucchiani di zucchero?", "Sai che per smaltirla occorre correre per 50 minuti?" oppure "camminare per 8 km?". Intervistando il 25% dei giovani acquirenti, i ricercatori hanno rilevato che fra questi il 35% era rimasto indifferente ai pannelli, il 59% ne aveva preso atto ma il 40% aveva corretto la scelta della bevanda.

 

I RISULTATI

I pannelli, affermano i ricercatori, hanno sortito l’effetto desiderato: prima della mostra di sé il 98% degli acquirenti privilegiava bevande zuccherose, calato poi all’89% alla vista dei costi fisici. Tradotto, in sostanze liquide, nel passaggio dalle precedenti 203 calorie a sole 179, tanto che nel periodo di osservazione la percentuali giovani che ha scelto di non acquistare più bevande dolci si è elevata dal 27 al 33% ed il consumo di acqua è passato dall’1 al 4%.

 

LE SPERANZE

Uno studio non basta per cantare vittoria, ma ci sarebbero le premesse per educare i giovani, sufficientemente grandi per fare acquisti in autonomia, con una modalità semplice a basso costo a scelte alimentari più sane.  Utili cioè a ridurre fattori di rischio - che comprendono anche di bevande zuccherate o gli alimenti grassi - per sovrappeso e obesità: un problema sempre più in aumento fra le fasce di popolazione ancora in erba.


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