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8 tappa: Sulmona-Lago Laceno 229 KmLicopene: il re degli antiossidanti

pubblicato il 30-07-2012
aggiornato il 13-11-2017

Il licopene, studiato come antiossidante, antitumorale e antinvecchiamento, è presente in quantità 5 volte maggiori se il pomodoro è cotto e maturo

8 tappa: Sulmona-Lago Laceno 229 KmLicopene: il re degli antiossidanti

Oggi il Giro arrivo in Campania, luogo di coltivazione del pomodoro San Marzano. Una molecola contenuta in esso, il licopene, è un antiossidante, antitumorale e anti-invecchiamento

Si dice che è proprio grazie a una salsa napoletana che, alla fine del 1600, si scalfì la diffidenza verso il pomodoro arrivato dalle lontane Americhe e lo si ammise con onore in cucina. Oggi, oltre tre secoli dopo, in Italia si producono 6 milioni e mezzo di tonnellate di pomodori e se ne consumano 35 chili a testa ogni anno, ma la tradizionale salsa resta una delle maniere migliori per assaporarne appieno gusto e benefici.

ROSSI, MATURI E COTTI - Così devono essere i pomodori perché sia meglio disponibile il loro tesoro più prezioso: il licopene, un carotenoide che dà ai pomodori il colore rosso e che da loro (Solanum lycopersicum) prende il nome . La salsa cotta, infatti, offre una quantità di licopene pari a cinque volte quella disponibile nei pomodori crudi. Il trattamento termico libera il licopene trattenuto all’interno delle cellule del pomodoro e lo rende molto più assorbibile dall’apparato digerente. Meglio ancora se c’è una modica quantità di grassi, come un filo d’olio extravergine: ecco perché i piatti-bandiera della tradizione italiana, la pasta e la pizza, sono dei veri e propri scrigni di benessere scarlatto.

SPAZZINO ANTISTRESS - Ma quali sono le proprietà del licopene? Va detto che la ricerca in questo campo è al lavoro e molte ipotesi, fortemente probabili, sono ancora da confermare. Come ad altri carotenoidi, al licopene viene riconosciuta un’azione antiossidante: come una specie di “spazzino”cellulare, il licopene contrasta l’attività dei radicali liberi, molecole instabili che danneggiano il Dna delle cellule e, specialmente in presenza di stress aggiuntivi, come fumo, inquinamento e esposizione a cancerogeni, possono aprire la strada a alterazioni di tipo tumorale. Grazie a questi meccanismi, il consumo di pomodori è stato associato a un ridotto rischio di tumori, ipertensione, malattie coronariche, iperplasia prostatica, alcune forme di asma e anche a una certa protezione contro le scottature solari. Una recente ricerca canadese ha anche suggerito un effetto protettivo per le ossa delle donne in menopausa. Nessuno di questi risultati, però, per il momento è stato rilevato con il consumo di integratori a base di licopene: ancora una volta il “contenitore” naturale, ovvero il pomodoro, non sembra sostituibile con prodotti ad hoc.

NON SOLO POMODORI – Per sapere dove rintracciare il licopene, basta… aprire gli occhi. La pigmentazione dei cibi, infatti, dice molto del loro contenuto e i carotenoidi in particolare sono presenti negli alimenti gialli, rossi e arancioni. Se il pomodoro in tutte le sue varianti (fresco, in passata, conserva, succo, concentrato, meglio se coltivato in zone ben assolate e raccolto nel mese di giugno) resta di gran lunga la fonte principale di licopene nella nostra dieta, lo si può trovare in quantità significative anche in  albicocche, melone, anguria, papaya e pompelmo rosa.

Donatella Barus

Video: scopri i benefici del licopene


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