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Cosa pensano gli adolescenti delle donazioni di sangue

pubblicato il 05-11-2014
aggiornato il 07-02-2017

Secondo un’indagine di Avis e dei pediatri italiani, la maggioranza dei ragazzi ritiene giusto donare, ma solo uno su 5 dichiara che lo farà

Cosa pensano gli adolescenti delle donazioni di sangue

Saranno i volontari di domani, ecco perchè c’è bisogno di ragazzi informati e motivati alla donazione di sangue. E le buone intenzioni ci sono, secondo un’indagine condotta dall’Avis e dalla Società Italiana di Pediatria (SIP), che hanno interpellato 2.100 studenti di scuole medie (secondarie di primo grado).

Il 66% dei ragazzi ritiene la donazione di sangue un gesto di alto valore per aiutare il prossimo e solo il 6% si dichiara non interessato all’argomento. Però poi la percentuale di coloro che si dichiarano convinti di diventare donatori alla maggiore età non supera il 20%, in media più disponibili al sud e meno al nord-ovest. A fare la differenza è soprattutto l’esempio: fra i figli di donatori (meno di un quinto del totale) questo dato sale al 37% e, in generale, chi conosce almeno un donatore è tre volte più propenso a donare sangue rispetto a chi non ne conosce nessuno.

 

STEREPOTIPI NEGATIVI

Perchè questo gap fra chi considera la donazione di sangue cosa buona e giusta e chi, poi, varcherebbe davvero la soglia di un centro trasfusionale? Una possibile spiegazione è l’informazione carente, che lascia spazio a timori vari, dalla paura del dolore (34%) a quella di rischi per la salute (21%), come infezioni, carenze igieniche, errori non meglio definiti. Ma la verità è ben diversa. Si tratta, secondo l’Avis, di «stereotipi negativi che andrebbero rimossi con una informazione adeguata e convincente. In primis con un ruolo più attivo della scuola».

 

CULTURA SOLIDALE

Il punto di partenza è buono e testimonia la partecipazione dei giovani e giovanissimi alla vita sociale, ma anche una forte consapevolezza del bisogno di salute.  Giovanni Corsello, presidente SIP, commenta così i dati: «Dimostrano che la cultura solidale è una realtà ben radicata tra i giovanissimi. Al tempo stesso dimostrano che è necessario rafforzare la corretta informazione riguardo alle caratteristiche della donazione, alla conoscenza del proprio gruppo sanguigno e soprattutto al valore etico della donazione quale unico strumento possibile per salvare vite umane, non sempre sostituibile dai farmaci».


@donatellabarus

 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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