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Meno antibiotici inutili se medico e paziente si parlano

pubblicato il 24-11-2015
aggiornato il 28-02-2017

Una revisione di studi su mezzo milione di europei mostra che le prescrizioni si riducono se si discutono i pro e i contro dei farmaci

Meno antibiotici inutili se medico e paziente si parlano

Quella che molti esperti considerano l’emergenza silenziosa del momento, la resistenza agli antibiotici, potrebbe avere una risposta importante da una delle più semplici fra le facoltà umane: parlare. Secondo una recente revisione di studi infatti, le prescrizioni si riducono quando medico e paziente discutono in modo approfondito dei pro e dei contro dell’antibiotico per tosse o mal di gola, e decidono insieme se prendere o meno il farmaco. 

 

COMBATTERE LA RESISTENZA CON LA COMUNICAZIONE

Le infezioni del tratto respiratorio sono specie in questa stagione il motivo più comune per andare dal medico e per chiedere un trattamento: otiti, tonsilliti e tosse sono al tempo stesso le ragioni per cui spesso si prescrivono antibiotici, anche se non sempre ci sono chiare prove della loro utilità. Ed è ormai riconosciuto che un uso eccessivo di questi farmaci è uno dei motivi che permette a molti batteri di diventare resistenti al trattamento. L’indagine è stata condotta dai ricercatori della Cochrane Acute Respiratory Infections Group, che hanno considerato 10 diversi studi che hanno coinvolto quasi mezzo milione di pazienti in Europa, con i loro medici di famiglia. Tutti i lavori valutavano l’efficacia della comunicazione del medico riguardo agli antibiotici, in alcuni casi prevedevano un intervento formativo, in altri informazioni scritte, in altri ancora un incoraggiamento alla discussione da parte del paziente per conoscere gli effetti indesiderati, i vantaggi e le possibili alternative alla prescrizione.

 

QUALI CONSEGUENZE NEL LUNGO PERIODO?

La differenza è risultata interessante: il 29% dei pazienti che avevano parlato a fondo con il medico è uscito dallo studio con la prescrizione di un antibiotico, contro il 47% del gruppo di controllo. Impossibile dire se questo tipo di vantaggio si può davvero tradurre in un miglior controllo della resistenza ai farmaci e restano da verificare le conseguenze nel lungo periodo, ma i risultati, concludono gli autori, mostrano che «gli interventi mirati a facilitare le decisioni condivise possono ridurre le prescrizioni, senza intaccare la soddisfazione dei pazienti o aumentare i consulti ripetuti per lo stesso problema».


@donatellabarus

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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