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Edoardo Stucchi
pubblicato il 02-07-2014

Tutti i numeri del diabete



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Per il diabete si prospetta una vera e propria pandemia, con una previsione di 350 milioni di diabetici nel mondo nel 2025. Ma soltanto il 3% delle persone si preoccupa di questa malattia

Tutti i numeri del diabete

Per il diabete si prospetta una vera e propria pandemia, con una previsione di 350 milioni di diabetici nel mondo nel 2025. Ma soltanto il 3% delle persone si preoccupa di questa  malattia. Fanno  più paura il cancro, l'infarto e l'ictus, secondo una indagine fatta negli Stati Uniti. In Italia oggi ne soffre il 6-7% della popolazione, circa 5 milioni di persone colpite dalla malattia dello zucchero, ma un altro milione di persone non sa di averlo, perchè non ha mai controllato la glicemia, cioè la quantità di zucchero che circola nel sangue, non eliminata dall'organismo. In una persona sana, quando il livello di zucchero nel sangue è alto, il pancreas secerne insulina che normalizza il livello degli zuccheri, e viceversa, se il livello scende, la secrezione di insulina diminuisce. Nel paziente diabetico, questo meccanismo è alterato e l'individuo che ne è colpito rischia di presentare conseguenze pericolose per la salute e per la vita. 

Avere troppo zucchero nel sangue significare rischiare  insufficienza renale, cardiopatie e ictus, vasculopatie, ma soprattutto si possono accusare danni alla vista, (glaucoma e retinopatia diabetica) e danni alla circolazione periferica degli arti inferiori con il rischio di amputazione del piede. Fortunatamente malattia e complicanze sono prevedibili e curabili. Il 90% dei malati di diabete è colpito dalla malattia in età adulta e la responsabilità si può far ricadere sullo stile di vita sregolato. Soltanto il 10% dei malati è colpito dalla forma di diabete di tipo 1, quello della gioventù, le cui cause sono inspiegate e comporta per tutta la vita l'utilizzo dell'insulina per metabolizzare gli zuccheri in eccesso.

 

PIÙ CONSAPEVOLEZZA

“Ma non è sufficiente  parlare di diabete per scongiurare la malattia – spiega Stefano del Prato, presidente uscente della Società italiana di diabetologia, SID,- perchè due terzi dei malati hanno più di 64 anni e uno su 5 ne ha più di 80, quindi il diabete si associa ad altre malattie che comportano pluriterapie ed esami di controllo continui. Riuscire a rendere consapevoli le persone sane, ma soprattutto coloro che sono a rischio di contrarre il diabete, oltre a migliorare e a salvare la vita, potrebbe essere un buon viatico per le casse della Sanità: un diabetico costa 2.500 euro all'anno, il doppio di una persona sana. In Italia la cura del diabete può contare su una rete fitta di medici e specialisti, grazie a un Piano nazionale diabete che garantisce tutte le cure gratuitamente. Purtroppo, manca la consapevolezza della  malattia e delle sue conseguenze.”

Avere un alto rischio diabete non significa necessariamente sviluppare la patologia, ma è certo un forte campanello d’allarme che deve indurre a riflettere e ad agire positivamente. “Il diabete è una malattia grave che può essere gestita bene se presa in tempo – spiega Del Prato –, quindi prima che compaiano i sintomi e grazie alla prevenzione fatta di semplici test di autoanalisi, è possibile conoscere la propria condizione fisica nei confronti del diabete”.

 

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