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Cardiologia

Aneurisma dell'aorta: prevenirlo si può

pubblicato il 06-12-2011
aggiornato il 18-01-2017

Colpisce 84mila italiani, soprattutto uomini, oltre i 75 anni, ipertesi e fumatori. La diagnosi precoce è rara e quasi sempre fortuita

Aneurisma dell'aorta: prevenirlo si può

Colpisce 84.000 italiani, soprattutto uomini, oltre i 75 anni, ipertesi e fumatori. La diagnosi precoce è rara e quasi sempre fortuita. «Un ecodoppler per chi è a rischio salverebbe molte vite» dicono gli esperti

Fa paura proprio perché resta silente e quando si manifesta è subito pericoloso: l’aneurisma dell’aorta addominale, però, non è un fulmine a ciel sereno e prevenirlo, oltre che curarlo, è possibile. E’ quanto emerso dai risultati dello screening promosso dalla Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, presentati il 25 ottobre in Senato.

LA CAMPAGNA - Da maggio 2010 a oggi sono stati effettuati 12.500 esami e si sono date informazioni sulla patologia rispondendo a 10.000 telefonate. Questi sono i numeri raggiunti da Un minuto che vale una vita, la campagna della Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare (Sicve) per la prevenzione dell’aneurisma dell’aorta addominale. Si tratta di un’alterazione patologica dell’aorta, l'arteria principale del nostro organismo, che dal cuore porta sangue a tutto il corpo. L'arteria, nel tratto addominale, perde la sua elasticità e, sotto la pressione del sangue, si dilata.

LA DIAGNOSI PRECOCE SALVA LA VITA - Il rischio più grave è la rottura dell’aneurisma, associata ancora oggi a un’elevata mortalità (si calcolano circa 6.000 vittime l’anno in Italia). I segnali d’allarme spesso non ci sono, o sono così labili (dolori alla schiena o alla regione lombare) che si arriva in ospedale troppo tardi, quando l’aneurisma è già rotto (e i sintomi sono forti dolori a schiena e addome, brusco calo di pressione dovuto all’emorragia).

LO SCREENING - Di solito un aneurisma viene diagnosticato in modo occasionale, ad esempio facendo esami per altri problemi. Ora i chirurghi vascolari hanno messo alla prova lo screening mirato, coinvolgendo le persone più esposte, ovvero gli uomini fra i 65 e gli 80 anni. Tra il 2010 e il 2011, nei 23 centri partecipanti, i pazienti sono stati convocati per una visita specialistica e un’ecografia gratuite. Coloro che mostravano un diametro dell’aorta superiore ai 3 cm sono stati inseriti in un programma di controlli per 5 anni. Se la dilatazione è superiore ai 5 cm di solito si procede all’intervento, che oggi conta su tecniche d’avanguardia, come le metodiche mininvasive .

IDENTIKIT A RISCHIO: OVER 75, IPERTESO, FUMATORE - Con l’esecuzione degli esami sono anche state raccolte informazioni preziose sulla malattia e i suoi fattori di rischio (oltre a quello principale, che è l’età). Dall’analisi dei dati su 5.700 persone è emersa una forte correlazione fra l’aneurisma dell’aorta, l’ipertensione arteriosa (nel 60% della popolazione analizzata) e il fumo (18% della casistica). Sono fattori di rischio anche l’appartenere al genere maschile e patologie come l’aterosclerosi, la broncopneumopatia cronica ostruttiva ed alcune malattie infettive. «I pazienti in cui abbiamo riscontrato la presenza di un aneurisma (circa il 4% del totale) sono quasi sempre uomini di oltre 75 anni, fumatori, con dislipidemie e ipertensione» hanno dichiarato i coordinatori del progetto.

«UN ECOCOLODOPPLER PER CHI E’ ESPOSTO» - Un minuto che vale una vita, hanno sottolineato gli esperti della Sicve, ha avuto il merito di confermare il positivo rapporto costo/efficacia dello screening. «L’aneurisma dell’aorta addominale è una patologia subdola – ha dichiarato Carlo Setacci, presidente della Sicve e della Società Europea di Chirurgia Vascolare (Esvs) -. Tuttavia, basta un semplice ecocolordoppler per evitare possibili esiti fatali della malattia. La Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare ritiene pertanto che sia indispensabile promuovere iniziative strutturate di monitoraggio, in particolar modo sulla popolazione a rischio, specie quando la prevenzione avviene con un esame rapido e non invasivo per il paziente e relativamente poco costoso per il Sistema Sanitario Nazionale».

QUALCHE DATO - Come ricorda la Sicve, l’aneurisma dell’aorta addominale colpisce oltre 700.000 persone in Europa (84.000 in Italia) con circa 220.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno (27.000 nel nostro Paese). L’incidenza è stimata tra il 4% e l’8% negli uomini e tra lo 0,5% e l’1% nelle donne con più di 60 anni.

Donatella Barus


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