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Cardiologia

Come funziona l'algoritmo?

pubblicato il 26-05-2012

Capire l'algoritmo: ne parliamo con Alberto Corsini, professore di Farmacologia Clinica all’Università degli Studi di Milano

Come funziona l'algoritmo?

Capire l'algoritmo: ne parliamo con Alberto Corsini, professore di Farmacologia Clinica all’Università degli Studi di Milano

Quali sono le indicazioni terapeutiche che vengono dall’algoritmo?

I fattori in campo sono molti e tutti da tenere sotto controllo con grande attenzione: dislipidemia, ipertensione arteriosa, diabete sono spesso concomitanti in un paziente. Tutti necessitano di un intervento che deve essere inquadrato in una visione di insieme, anche dal punto di vista del percorso terapeutico e non solo diagnostico. Fatta questa premessa le diverse indicazioni sono legate ai differenti quadri clinici, e quindi agli step nei quali è articolato l’algoritmo.

Primo gradino: il soggetto sano, con qualche cattiva abitudine.

Non c’è indicazione terapeutica ma molti buoni consigli: non fumare, fare attività fisica (bastano 30 minuti di marcia energica almeno 4 volte a settimana), una dieta normosodica, con pochi grassi animali, molta frutta, verdura e grassi insaturi.

Secondo step: un soggetto con uno o più fattori di rischio ma senza diabete.

Qui lo scenario si fa più articolato. Se il paziente non ha diabete mellito e/o non ha alle spalle un evento cardiovascolare allora l’intervento terapeutico si concentra sul trattamento dell’ipertensione arteriosa e della dislipidemia visto che si tratta di due fattori di rischio cardiovascolare metabolico clinicamente rilevanti. La scelta del farmaco antipertensivo dipende da diverse situazioni, ognuna delle quali messa in evidenza dall’algoritmo. L’obiettivo della terapia anti-ipertensiva è quello di raggiungere e mantenere i livelli target di pressione sistolica e diastolica entro sei settimane, termine oltre il quale bisogna prendere in considerazione una terapia di associazione.

E per quanto riguarda la terapia delle dislipidemie?

Anche in questo caso sono state fissate diverse strategie di intervento. Viene suggerito l’uso di statine fissando anche gli obiettivi da raggiungere per quanto riguarda i valori target del colesterolo –LDL a seconda che ci sia o meno una storia di cardiopatia ischemica o di diabete. La terapia con statine deve in ogni caso tenere conto della valutazione dose/beneficio e del rischio globale: per questo nell’algoritmo è presente uno schema per individuare con chiarezza il farmaco più appropriato, nel quale sono indicate anche le riduzioni attese di colesterolo - LDL in base al tipo di statina e al dosaggio. L’obiettivo della terapia con statine è quello di raggiungere e mantenere i livelli target di colesterolo - LDL entro sei settimane, termine oltre il quale è opportuno prendere in considerazione una terapia di associazione. E’ evidente che nel caso in cui quel paziente avesse alle spalle un evento cardiovascolare andrà associata una terapia appropriata.

Ed infine, il terzo step: quello dei pazienti con diabete.

Si tratta di interventi terapeutici multi-step che variano molto a seconda delle situazioni. La prima azione è quella sullo stile di vita per tre mesi e il conseguimento dei valori target sia per la pressione arteriosa che per il colesterolo-LDL; nel caso del mancato raggiungimento di livelli desiderati di emoglobina glicata si interviene con la metformina fino ad associare altre terapie se, anche questa seconda azione, non si rivelasse efficace.


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