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Cardiologia

Cresce la spesa per i farmaci: «bruciati» quasi 30 miliardi

pubblicato il 12-07-2018

La spesa per i farmaci, in Italia, continua a crescere. Nel 2017 spesi 29,8 miliardi: di cui tre quarti interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale

Cresce la spesa per i farmaci: «bruciati» quasi 30 miliardi

In linea generale, ne assumono più le donne che gli uomini. Quanto alle tipologie, l'ordine non cambia: in cima alla lista ci sono quelli per la salute cardiovascolare (in termini di consumo), quelli oncologici e gli immunomodulatori (per spesa). Quello che preoccupa è che la spesa per i farmaci, in Italia, continua a crescere: del 4,3 per cento per i consumi e dell'1,2 per cento per la spesa. Nel 2017 abbiamo mandato in fumo 29,8 miliardi di euro per curarci: di cui tre quarti interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. In media, per ogni cittadino, la spesa è stata di circa 492 euro. Ma considerando che molti non fanno uso di farmaci, c'è chi raggiunge livelli più alti rispetto alla media.In crescita il consumo di farmaci generici e biosimilari.


Leggi lo SPECIALE FARMACI EQUIVALENTI della Fondazione Veronesi


Come contenere il costo dei farmaci oncologici?

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30-04-2015
CRESCE IL CONSUMO DI FARMACI ONCOLOGICI

I dati emergono dal rapporto annuale redatto dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). I trend generali di consumo non sono risultati così distanti da quelli dell'anno passato. Come volume, i farmaci più utilizzati sono quelli per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari: gli Ace-inibitori, i sartani (ipotensivi) e le statine (abbassano i livelli di colesterolo Ldl). Sul secondo gradino del podio, come accade da tre anni, gli antitumorali. Rispetto al 2016, l'anno scorso sono però aumentati sia i consumi (+6,7 per cento) sia la spesa (+12,9 per cento). Questi, seguiti dagli immunomodulatori (usati per trattare malattie autoimmuni, epatiti e come prevenzione del rigetto nei pazienti trapiantati), sono invece risultati i primi della classe in termini di spesa. Nel complesso, tra le Regioni, l'Emilia Romagna e la Lombardia hanno registrato rispettivamente i livelli più alti e più bassi di consumo. Mentre i valori di spesa più elevati sono stati riscontrati in Sardegna, Puglia, Campania. Quelli più bassi invece in Valle d’Aosta, nella Provincia Autonoma di Trento e in Lombardia

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CONSUMO PER ETA' E PER GENERE

Nel complesso della popolazione, la prevalenza d’uso dei farmaci è stata in media del 66,1 per cento: ciò vuol dire che due italiani su tre hanno assunto almeno un medicinale nel corso del 2017. La quota è risultata variabile: dal 50 per cento nella popolazione fino ai 54 anni a oltre il 95 per cento nella popolazione anziana con età superiore ai 74 anni. Differenze di genere sono state evidenziate nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, nella quale le donne mostrano una prevalenza media d’uso superiore a quella degli uomini. Nella popolazione pediatrica, s'è registrato una prevalenza d’uso dei medicinali maggiore nei bambini rispetto alle bambine, con un picco nel primo anno di età.


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IN FASCIA C PRIMATO PER GLI ANSIOLITICI

Tra i farmaci interamente a carico del contribuente (fascia C), la maggior spesa si è registrata per i derivati benzodiazepinici, in particolare gli ansiolitici (348 milioni di euro), seguiti dai farmaci usati per la disfunzione erettile (255 milioni di euro) e dalle associazioni fisse estro-progestiniche impiegate (194 milioni di euro). Tra i farmaci di automedicazione azelastina (627 milioni di euro), diclofenac (195 milioni di euro) e lorazepam (111 milioni di euro) sono i principi attivi che hanno registrato la più alta spesa.  

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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