Mangiare grani antichi invece di quelli comunemente in commercio potrebbe preservare la salute del cuore. Col pane fatto con questi frumenti appaiono in calo i livelli del colesterolo (quello “cattivo”), la glicemia e altri valori che costituiscono fattori di rischio per infarti e ictus. All’Università di Firenze è stata condotta questa prova, pubblicata sull’International Journal of Food Sciences and Nutrition. Sono stati arruolati 45 adulti sani, sui 50 anni, cui è stato chiesto di seguire, di due mesi in due mesi, tre diversi periodi di alimentazione riguardanti il pane. Il campione è stato diviso in due gruppi da 22 e 23 soggetti, le prime otto settimane dovevano consumare pane fatto con l’antico grano Verna, rispettivamente il primo gruppo da coltivazione biologica, e l'altro da coltivazione classica, poi dovevano passare tutti per uno stesso periodo di tempo al pane fatto con il moderno grano Blasco, infine ecco gli ultimi due mesi col ritorno al grano antico, ma delle qualità per il primo gruppo Gentil Rosso e per il secondo Autonomia B entrambi coltivati con metodo convenzionale.
PIÙ STAMINALI ATTIVE
Al controllo dei medici è risultato un abbassamento significativo del colesterolo totale, e di quello “cattivo” in particolare, e dei livelli di glucosio nel sangue al termine dei due periodi di due mesi in cui i volontari si erano nutriti con pane da grani antichi. Nessuna differenza, invece, è stata riscontrata nei valori che interessano la salute cardiovascolare al termine dei due mesi col pane in uso comune, fatto con frumenti moderni. Stefano Sofi, professore associato di Scienza dell’alimentazione all’Università di Firenze, che ha guidato la ricerca, aggiunge: «Dopo i mesi di pane con grani antichi si nota anche un aumento delle cellule staminali in circolazione mobilizzate dal midollo osseo, quelle che riparano i vasi sanguigni danneggiati. La loro quantità è un segnale di benessere. Per esempio, se si fuma o non si fa mai attività fisica, se ne hanno di meno».







