Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Cardiologia

Insonnia post-infarto: individuata la probabile causa

pubblicato il 30-05-2011

L'evento ischemico causerebbe un danno ai neuroni del tronco encefalico. Intervenire tempestivamente potrebbe evitare lo sviluppo dell'insonnia

Insonnia post-infarto: individuata la probabile causa
L'evento ischemico causerebbe un danno ai neuroni del tronco encefalico. Intervenire tempestivamente potrebbe evitare lo sviluppo dell'insonnia

L’infarto al miocardio non è una sindrome che colpisce solamente il cuore. Gli effetti riguarderebbero anche il cervello. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista del settore Sleep, l’infarto avrebbe come effetto secondario la scomparsa di alcuni particolari neuroni presenti a livello del tronco encefalico. Ecco perché, alcuni pazienti colpiti da attacco cardiaco, soffrirebbero di insonnia nei mesi successivi all’evento ischemico.

DEPRESSIONE E INSONNIA- In precedenti studi è stato dimostrato che l’infarto è in grado di influenzare il sistema limbico, una regione del cervello fondamentale per le emozioni ed il comportamento sociale. Infatti le persone colpite da infarto, come documentato in diversi studi, hanno una maggior probabilità di sviluppare la depressione (spesso accompagnata all’insonnia).

LO STUDIO- Nonostante il legame tra infarto e depressione fosse già stato dimostrato, la relazione tra il danno cardiaco e l’insonnia mancava della spiegazione fisiologica che ne chiarisse il fenomeno. Lo studio, per ora effettuato preliminarmente sui topi, ha mostrato che gli animali che avevano subito un infarto mostravano danni a livello dei neuroni del tronco encefalico, in particolare nella zona ritenuta responsabile del controllo del sonno REM. Secondo gli autori dello studio ciò sarebbe dovuto all’effetto di molecole infiammatorie rilasciate in seguito al danno cardiaco.

PREVENZIONE- Secondo quanto dichiarato dagli autori dello studio, un rapido intervento farmacologico e comportamentale nei giorni immediatamente successivi all’infarto è dunque fondamentale. L’intervento deve avvenire prima che compaiano segni di depressione e alterato ciclo del sonno.  


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza