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Cardiologia

L'infarto si può prevenire in 4 casi su 5

pubblicato il 05-11-2014
aggiornato il 07-02-2017

Niente fumo, niente o poco alcol, corretta alimentazione, controllo del peso e attività fisica i pilastri per mettere il cuore al riparo

L'infarto si può prevenire in 4 casi su 5

L’infarto sarebbe prevenibile: almeno in 4 casi su 5. A condizione però che si appartenga al sesso maschile e che si persegua un corretto stile di vita: peso corporeo sano, dieta salutare, astensione dal fumo, riduzione del consumo di alcolici, regolare attività fisica. Lo rivela un ampio studio svedese i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology.

 

LO STUDIO

uasi ventunomila uomini, di età compresa fra i 45 e i 79 anni, monitorati per circa 11 anni: è questa l’ampia popolazione e il lungo periodo che ha consentito a un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, coordinati da Agneta Akesson,  di stabilire e mettere alcuni punti fermi sulla possibilità di prevenire alcune patologie cardiovascolari, l’infarto in particolare. Il merito del sensibile calo già registrato nell’incidenza di malattia, grazie agli avanzamenti tecnologici e di diagnosi precoce, potrebbe essere ulteriormente migliorato con l’adozione di programmi di prevenzione ad hoc, ovvero con l’assunzione di un corretto stile di vita. «Dal nostro studio - spiega la ricercatrice – è stato possibile osservare che a parità di fattori di rischio, gli uomini che seguivano un regime alimentare adeguato, quindi sano, unito a una regolare pratica fisica a favore del mantenimento del peso corporeo, avevano probabilità ridotte fino a oltre l’85% di incorrere in un infarto». Il profilo di benessere richiedeva però anche l’astensione da fumo e l’introito limitato di alcool o bevande ad alta gradazione.

 

PREVENZIONE POSSIBILE ANCHE PER LE DONNE

Appare doveroso chiedersi come mai lo studio abbia escluso la popolazione femminile. È ormai noto che le patologie cardiovascolari non sono più esclusivo appannaggio del sesso forte; anzi stanno sempre più acquisendo una fisionomia di genere. Tanto più aggravata dal fatto che spesso l’infarto e le patologie del cuore nella donna sono asintomatiche, o meglio, non manifestano i classici sintomi di dolore al braccio, ma per lo più pallore e stanchezza un po’ superiore alla norma.  Lo stile di vita sano (o la sua correzione) non è, nella donna, sufficiente per evitare attacchi di cuore?

«Certamente il corretto stile di vita, sia per quanto riguarda l’alimentazione che per l’attività fisica – spiega Roberto Meazza, responsabile del Centro Ipertensione della Fondazione Ca’ Granda - riduce il rischio cardiovascolare anche nelle donne, la scelta di osservare una popolazione maschile nello studio della Akesson, ha inteso eliminare l’influenza sul rischio cardiovascolare globale  del periodo fertile delle donne che sarebbero state comprese nel range di età dei criteri di arruolamento nello studio». Solo così, con una vita ad hoc, le moderne strumentazioni possono completare il loro ruolo verso una efficace prevenzione.  

 

 


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