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Cardiologia

«Contro il Covid-19 si vince restando a casa e proteggendo i più fragili»

pubblicato il 18-03-2020

Quasi 29.000 le persone positive al Coronavirus. Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, raccomanda il distanziamento sociale. Presto per fare bilanci ma è il momento di non mollare

«Contro il Covid-19 si vince restando a casa e proteggendo i più fragili»

I dati del 18 marzo pesano come un macigno: il numero di decessi dovuti a Covid-19 sale (485 in un giorno), ma anche quello dei guariti (oltre mille). Significa che le misure di contenimento dell'epidemia di Coronavirus, l'invito a restare a casa, le chiusure dei negozi, il distanziamento sociale non stanno funzionando? Niente affatto, anzi, è il momento di mantenere con il massimo rigore comportamenti che possono proteggere dall'infezione coloro che rischiano di più: i malati e gli anzianiSilvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità nel corso della conferenza stampa giornaliera con il Dipartimento di Protezione Civile ha lanciato lancia alcune raccomandazioni-chiave.

 

ANCHE CHI HA POCHI SINTOMI STIA ISOLATO

Le persone con pochi sintomi (muco, congiuntive arrossate, qualche linea di febbre) devono rispettare assolutamente le regole di isolamento, non recarsi in ospedale nè dal medico ma telefonare ai recapiti di riferimento; se pensano di essere positive al Coronavirus devono proteggere i familiari restando a distanza, lavando le mani, usando una mascherina chirurgica e disinfettando spesso le superfici. Se non rispettano queste norme sono queste persone quelle che più facilmente possono diffondere l’infezione. 

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PROTEGGERE LE PERSONE FRAGILI

Il mandato cruciale è proteggere le persone fragili. Le persone anziane e con più patologie sono quelle più presenti nei dati di mortalità, a cui spetta la protezione più elevata possibile. Devono stare in casa, evitare i contatti interpersonali ma devono poter contare su un "abbraccio" sociale, una rete di tutela e conforto che non li lasci soli, dalle incombenze pratiche come la spesa o i farmaci, sino all'assistenza psicologica. Un capitolo delicatissimo è quello degli anziani ricoverati nelle RSA. Brusaferro va dritto al punto: «Devono rimanere isolati, privati dell’affetto dei loro cari. Ma è una privazione importante perché in quel contesto un contagio è assolutamente da evitare».

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IL VIRUS COLPISCE DURO MALATI E ANZIANI

Il motivo è evidente analizzando i dati sulla mortalità. Le vittime del Coronavirus sono soprattutto anziani, sugli 80 anni, maschi (le donne sono appena il 30 per cento). Nella gran parte dei casi affette almeno da una patologia concomitante, a volte anche molto comuni, come fibrillazione atriale, ictus, ipertensione, demenza, cancro, epatopatia cronica, insufficienza renale; solo lo 0,8% delle vittime non ha nessuna malattia associata. Anche le vittime più giovani, al di sotto dei 50 anni, quasi sempre avevano malattie come diabete mellito, disturbi renali o cardiaci, obesità che li hanno esposti all'azione più violenta del virus. Quindi, non si stanca di ripetere Silvio Brusaferro, quasi una preghiera: «Facciamo attenzione alle nostre persone fragili».

 

NON POSSIAMO PERMETTERCI DI MOLLARE

«Siamo in una fase in cui stiamo misurando l’effetto delle misure adottate in tutto il paese, ci vorrà qualche giorno per vedere i risultati, non dobbiamo mollare, non ci sono le condizioni per farlo. Solo così potremo proteggere le nostre persone fragili. I dati ci indicano che siamo sulla strada giusta». E a chi domanda quando arriveranno test per tutti, Silvio Brusaferro risponde: «I test danno una visione istantanea, ci dicono se una persona è positiva o meno in quel momento, sono nuovi e per ora non tutti validati. Oggi i comportamenti restano la nostra arma, quella che abbiamo per ora per combattere la nostra battaglia. La scommessa è questa, anche per chi vive a centinaia di chilometri dalla Lombardia e pensa che sia ancora un problema lontano». 

 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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