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Cardiologia

Più duro per le donne risalire dall’infarto: troppo stress

pubblicato il 19-03-2015
aggiornato il 17-02-2017

Un attacco al cuore risulta più difficile da superare per le donne giovani. Una ricerca spiega la causa con le troppe preoccupazioni familiari che sembrano gravare meno sugli uomini

Più duro per le donne risalire dall’infarto: troppo stress

Che le donne abbiano una vita più dura degli uomini è opinione diffusa tra le donne. Giudizio di parte? Non sono donne (tutti), i cardiologi dell’American Heart Association che certificano questa condizione femminile per spiegare come mai le pazienti giovani e di mezza età si riprendano peggio degli uomini da un infartoUna ricerca della Yale University, pubblicata su Circulation, trova una delle possibili ragioni (non tutte, certo) in un surplus di stress patito dalle donne lungo la vita fino alla mezza età, per poi pacificarsi - almeno al livello più favorevole degli uomini - diciamo dalla sessantina in poi. Chissà se è l’epoca della pace dei sensi, della pace (relativa) dei nervi si direbbe di sì.

L’indagine ha considerato 2.400 donne infartuate e 1.200 uomini infartuati di età 18-55 anni, ricoverati in vari centri negli Stati Uniti, in Spagna e in Australia. Il recupero delle donne è apparso più difficoltoso nella maggioranza dei casi rispetto alla ripresa maschile e tutti i pazienti, per verificare l’ipotesi di partenza dei ricercatori, sono stati sottoposti a test per misurare lo stress.

 

AFFETTI E SOLDI

E’ emerso che per le donne le preoccupazioni legate alla famiglia sono più pesanti mentre gli uomini si stressano di più per lavoro e soldi. Alcuni esempi:

- conflitti in famiglia nell’ultimo anno: ne ha riferito il 33 per cento delle pazienti e solo il 20 per cento degli uomini

- di un trauma o una malattia importanti subiti nell’ultimo anno ha detto il 22 per cento delle donne contro il 16 al maschile

- la morte o la grave malattia di un parente stretto è stata riportata dal 36 per cento al femminile e dal 28 al maschile.

- la perdita finanziaria o il crollo sul lavoro: stavolta ecco i pazienti assumere una netta prevalenza sulle donne con un 7 per cento a fronte di un 3,5. La metà esatta.

Dunque potrebbe essere il maggiore stress vissuto dalle donne a rendere per loro più difficile risalire dal trauma di un infarto.

 

UN “CUORE” DIVERSO

«Da decenni si è notato che vi sono differenze uomo-donna nella gravità delle malattie cardiologiche. E non sempre a sfavore delle donne», osserva il professor Renato Razzolini della Clinica cardiologica dell’Università di Padova. «Sull’infarto in particolare si sa dagli anni Novanta che è meno frequente nelle donne, però dato che loro vivono più a lungo, tutto è un po’ spostato in avanti, quindi l’infarto avviene più tardi e, dunque, in un organismo già afflitto da altri mali. Anche questo può essere una causa delle maggiori difficoltà nella ripresa». Infine, specifica il professor Razzolini, le donne sono più piccole dei loro partner quindi hanno vasi coronarici più piccoli: più complicato quindi “maneggiarli” dovendo intervenire. «Detto questo e tornando alla ricerca, dice che le donne, specie da giovani. hanno una condizione basale di stress più alta e, per questo, una minore capacità di far fronte alla malattia. Partono, cioè, svantaggiate», conclude Renato Razzolini.

 

IL GENERE CONTA

Le esperte di medicina di genere ricordano che, a svantaggio delle donne, c’è anche una sintomatologia diversa dell’infarto mentre i medici hanno in mente lo standard maschile centrato soprattutto sul dolore al petto e al braccio sinistro che nelle donne spesso mancherebbe. Più incerta, quindi, la diagnosi. «E’ vero», conviene il professore dell’ateneo padovano, «la sintomatologia femminile è più ingannevole. L’assenza di dolore toracico in presenza di un infarto è tipico dei diabetici e sono di più le pazienti col diabete. Le donne spesso raccontano soltanto che gli manca il respiro perciò è difficile capire che si tratta di un infarto». Altra particolarità di genere: «Le eziologie, le cause, strane di solito si manifestano nelle donne. Come la “dissezione coronaria” che, in parole povere, sta nello “scollarsi” dei vari strati concentrici che formano la coronaria, che così finisce per chiudersi. Fatto raro, ma quando avviene è preferibilmente nelle donne».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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