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Ginecologia

Perché è così importante l’acido folico nelle gravidanze

pubblicato il 19-02-2014
aggiornato il 16-05-2017

Un corretto dosaggio di vitamina B9 previene la formazione di difetti cardiaci e del tubo neurale del feto

Perché è così importante l’acido folico nelle gravidanze

È una delle raccomandazioni che ginecologi e pediatri comunicano subito, non appena vengono a conoscenza di una gravidanza. Supplementare la dieta con acido folico (o vitamina B9) - la cui sintesi endogena è insufficiente a soddisfare il fabbisogno - è tra i primi compiti richiesti alle future mamme. Il comportamento a tavola di un genitore, infatti, condiziona in maniera importante lo sviluppo del futuro neonato. Qualità del cibo ed energia in esso contenuta: le raccomandazioni sono diverse e portano spesso la donna, una volta scoperta la gravidanza, a cambiare in maniera decisa le proprie abitudini alimentari.


L’ULTIMA EVIDENZA

I comportamenti non sono privi di effetti e i numerosi studi condotti sull’argomento negli ultimi anni hanno aiutato a chiarire il nesso di causa-effetto esistente tra la dieta materna e lo sviluppo di alcuni difetti nella formazione degli apparati del nascituro. L’ultimo riscontro arriva da una ricerca pubblicata sull’American journal of epidemiology, dal titolo più che mai chiaro: i modelli alimentari materni sono associati al rischio di sviluppare difetti cardiaci e del tubo neurale.

Gli studiosi statunitensi dell’università del North Carolina hanno dimostrato l’effetto di quattro diversi tipi di diete - prudente, occidentale, occidentale a basso contenuto calorico e messicana - sullo sviluppo della progenie, utilizzando i dati tratti da uno studio sulla prevenzione nazionale dei difetti del tubo neurale condotto tra il 1997 e il 2005. Risultato? Le mamme che non avevano integrato la dieta con acido folico avevano una probabilità più alta di avere figli con difetti del tubo neurale. «In queste situazioni possono aumentare i casi di spina bifida (incompleta chiusura di una o più vertebre risultante in una malformazione del midollo spinale, di differente gravità a seconda dell’entità del difetto stesso, ndr) e anencefalia (assenza di una gran parte dell’encefalo e del cranio, ndr) - spiega Gian Vincenzo Zuccotti, ordinario di pediatria e direttore del centro universitario per la ricerca nutrizionale dell’Università degli Studi di Milano -. L’acido folico è una molecola fondamentale nella biosintesi di dna ed è essenziale per quei tessuti le cui cellule mostrano un elevato turn-over (midollo osseo e cute) ed è fondamentale per lo sviluppo dell’embrione». Le abitudini alimentari di alcune mamme che seguivano la dieta occidentale - basso consumo di frutta e verdura, alto di grassi saturi - hanno provocato ripercussioni sullo sviluppo cardiaco del neonato, con un aumento dei casi di Tetralogia di Fallot (o sindrome del bambino blu).


LE RACCOMANDAZIONI

L’integrazione della dieta con acido folico dovrebbe essere idealmente intrapresa a partire da almeno un mese prima del concepimento (nelle gravidanze programmate) a un dosaggio pari a 400 microgrammi al giorno. Nelle gravidanze a maggior rischio di sviluppo di difetti del tubo neurale (già riscontrati in precedenti gestazioni, in casi di obesità, diabete o epilessia materna), la dose dovrebbe essere aumentata a 4-5 milligrammi al giorno. Secondo le linee guida pubblicate nel 2012 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la supplementazione di acido folico, unitamente a quella di ferro, dovrebbe essere somministrata alle donne per l’intera durata della gravidanza, al fine di migliorarne l’esito e ridurre l’incidenza di anemia.


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ALIMENTI FORTIFICATI

L’acido folico, pur trovandosi in abbondanza nelle verdure a foglia verde (carciofi, broccoli, asparagi, spinaci, lattuga), nei legumi (fagioli, ceci) e in alcuni frutti (arance, fragole e frutta secca), ha una ridotta biodisponibilità. Le verdure fresche, conservate a temperatura ambiente, possono perdere fino al 70% del  loro contenuto in folati in tre giorni. Inoltre i folati sono idrosolubili e perdite considerevoli si verificano nei processi di cottura. Anche per questo sono indispensabili gli integratori, che vengono assorbiti quasi totalmente nell’intestino. La fortificazione è il processo attraverso cui vengono aggiunti agli alimenti degli ulteriori nutrienti, generalmente minerali o vitamine. Alcuni alimenti sono fortificati con l’aggiunta di vitamina B9 di sintesi durante il processo produttivo: cereali da colazione, biscotti, fette biscottate, succhi di frutta. Tuttavia i responsabili del centro malattie rare dell’istituto Superiore di Sanità ne consigliano un uso moderato per evitare eccessi di assunzione di acido folico.



@fabioditodaro

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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