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Lavoro per migliorare il recupero dei bambini con un tumore

pubblicato il 19-02-2018
aggiornato il 04-04-2018

Realizzare protocolli di riabilitazione a tutto tondo per i piccoli pazienti oncologici nel recupero post-terapia: è questo l’obiettivo di ricerca di Giulia Zucchetti, psicologa torinese

Lavoro per migliorare il recupero dei bambini con un tumore

Ad oggi sono circa 1400 e 800 rispettivamente i bambini e gli adolescenti che ogni anno in Italia si ammalano di tumore maligno. Grazie alla ricerca biologica e clinica e all’uso di protocolli cooperativi nazionali ed internazionali sempre più efficaci, la probabilità di guarigione in oncoematologia pediatrica che negli anni settanta era inferiore al 40 per cento supera attualmente l’80 per cento. Oltre alle diverse terapie di supporto utilizzate per il controllo degli effetti collaterali delle terapie e ai vari interventi di tipo psico-socio-assistenziale, la riabilitazione ha acquisito, specie negli ultimi anni, un ruolo sempre più importante nella prevenzione degli effetti tardivi e nel miglioramento della qualità di vita dei piccoli pazienti. Di questo si occupa Giulia Zucchetti, psicologa con un master in cure palliative e terapia del dolore, presso l’unità operativa di oncoematologia pediatrica dell'ospedale infantile Regina Margherita - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e sostenuta dalla Fondazione Umberto Veronesi attraverso il progetto Gold for kids.

 

Giulia, di cosa si occupa il tuo progetto?

«Voglio mettere a punto una strategia di riabilitazione a seguito di trapianto di cellule staminali emopoietiche. Si tratta di un trattamento intensivo volto a curare diverse malattie oncologiche, essenziale per la terapia ma associato purtroppo ad un’alta percentuale di effetti secondari negativi, sia sul versante fisico che psicologico, e a un ampio spettro di effetti tardivi. Studi recenti indicano che la riabilitazione può essere una strategia efficace, sicura e fattibile per limitare gli effetti collaterali sia a breve che a lungo termine, sostenere la ripresa del sistema immunitario e migliorare la qualità di vita in generale. Questo studio si pone l’obiettivo di valutare l’efficacia di un programma di riabilitazione su alcune variabili fisiche, motorie e psicologiche (come ansia, depressione, fatigue, ndr) in bambini e adolescenti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche, durante il loro periodo di degenza all’interno del centro trapianti. Si cercherà inoltre di ottenere nuove informazioni in merito all’associazione tra riabilitazione ed effetti sul sistema immunitario». 
 

Come dire al bambino che ha un tumore?

Come dire al bambino che ha un tumore?

16-05-2011
Quali prospettiva apre per la salite dei piccoli pazienti?

«Oltre a portare a ricadute positive in termini di salute per i pazienti pediatrici e le loro famiglie, lo studio potrà determinare importanti innovazioni a livello di sistema sanitario e diffondere la cultura della riabilitazione come parte integrante della cura del paziente oncoematologico pediatrico, fornendo protocolli di riabilitazione basato sull'evidenza scientifica». 

 

Dove ti vedi fra dieci anni?

«Esattamente dove sono adesso. Amo il mio lavoro e sono grata di poterlo svolgere in un centro così prestigioso».

 

Se ti dico scienza e ricerca, cosa ti viene in mente?

«Due cose fondamentali: curiosità e dedizione». 


Qual è il senso profondo che guida le tue giornate lavorative?

«Contribuire ad alleviare almeno qualche sofferenza nei piccoli malati e nelle loro famiglie».


Quei tumori complessi da curare negli adolescenti

Quei tumori complessi da curare negli adolescenti

22-08-2016
Quando è stata l’ultima volta che ti sei commossa?

«Mi commuovo abbastanza facilmente. Lavorando “sul campo” con i pazienti sono soggetta a emozioni forti e potenti, che però sono un importante sostegno per il raggiungimento degli obiettivi».


Con chi ti piacerebbe andare a cena una sera e cosa ti piacerebbe chiedergli?

«Federica Pellegrini. Appartiene a un mondo completamente diverso dal mio, ma la ammiro molto. Vorrei chiederle  la ricetta per la sua forza e determinazione».

 

 

Chiara Segré
Chiara Segré

Chiara Segré è biologa e dottore di ricerca in oncologia molecolare, con un master in giornalismo e comunicazione della scienza. Ha lavorato otto anni nella ricerca sul cancro e dal 2010 si occupa di divulgazione scientifica. Attualmente è Responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, oltre che scrittrice di libri per bambini e ragazzi.


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