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Come rimuovere un tatuaggio?

pubblicato il 13-06-2013
aggiornato il 05-01-2017

Risponde il Prof. Leonardo Celleno, Direttore del Centro di Ricerche Cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma

Come rimuovere un tatuaggio?

Risponde il Prof. Leonardo Celleno, Direttore del Centro di Ricerche Cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma

Anni fa mi sono fatta un tatuaggio che non mi piace più. Posso eliminarlo e a chi mi devo rivolgere? R.L., Asti

Risponde il Prof. Leonardo Celleno, Direttore del Centro di Ricerche Cosmetologiche dell’Università Cattolica di Roma

Sì, la rimozione di un tatuaggio è possibile ma è una operazione lunga e laboriosa che deve tenere conto di diversi fattori: della densità del colore, della profondità di pigmento, della policromia (infatti il nero è il colore più facile da eliminare al contrario del bianco e del giallo che sono quasi impossibile da cancellare o dell’esistenza di più colori che possono richiedere l’utilizzo anche di diversi tipi di laser), del tempo di permanenza in quanto se applicato di recente il tatuaggio è più difficile da rimuove per la maggiore concentrazione del pigmento rispetto ad uno di vecchia data, della dimensione, della sede e, non ultimo, del periodo.

Il miglior periodo è l’autunno-inverno poiché durante il trattamento e i mesi successivi la luce del sole va in parte evitata. A volte, però, eliminare un tatuaggio non è solo una scelta estetica; col tempo possono creare anche dei problemi. Quelli neri, ad esempio, durante l’esposizione ai raggi solari subiscono una sorta di surriscaldamento che può portare ad un invecchiamento precoce della pelle e, nei casi più seri, alla formazione di tumori come gli epiteliomi.

Oggi per l’eliminazione dei tattoo si può ricorrere a diverse tecniche: la più efficace e la meno rischiosa è garantita da un laser particolare, chiamato q-switch, che permette di preservare meglio la cute, senza che si verifichino importanti esiti cicatriziali, grazie a specifiche lunghezze d’onda che vengono assorbite dal bersaglio (il colore del tatuaggio) con un minimo danno alle cellule circostanti. La caratteristica principale di questo laser è infatti quella di emettere degli impulsi estremamente potenti in tempi brevissimi che hanno il potere di fare esplodere e frantumare le particelle d’inchiostro.

È bene, comunque, seguire alcuni accorgimenti: un’ora prima di sottoporsi al laser occorre applicare sulla parte interessata una crema anestetica che possa attenuare il dolore, da cui l’operazione di rimozione non è esente, e prevenire l’eventuale formazione di vescicole. Anche in caso di tattoo di piccole dimensioni una sola seduta può non essere sufficiente: il trattamento, di norma, si completa in 4-6 trattamenti di 25 minuti ciascuno, con un intervallo di cinque-sei settimane l’uno dall’altro. Al termine di ogni seduta, la parte viene medicata con crema antibiotica per evitare infezioni, prima di essere ritrattata. La raccomandazione è di rivolgersi, per la rimozione, sempre a centri altamente specializzati. 


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