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L'esperto risponde

Creme e profumi possono dare allergie?

pubblicato il 15-10-2013
aggiornato il 05-01-2017

Risponde Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto dermatologico San Gallicano-Ifo, Roma

Creme e profumi possono dare allergie?

Risponde Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto dermatologico San Gallicano-Ifo, Roma

 

Uso un profumo che mi dà un persistente bruciore. Vuol dire che sono allergica?

Lucia, Milano

Risponde Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto dermatologico San Gallicano-Ifo, Roma

La pelle che brucia dopo una spruzzata di profumo o un eritema che compare dopo l’applicazione di una crema idratante, anche se di buona qualità, possono essere indicazione di una ‘ipersensibilità’ ad alcuni agenti in essi contenuti, soprattutto se presenti in concentrazioni elevate o a seguito di un uso prolungato. Sono infatti piuttosto frequenti, in questi casi, le dermatiti da contatto, o le dermatiti allergiche nelle quale si ha una risposta immunitaria della pelle ogni volta che si ripete il contatto con l’agente sotto accusa, mentre sono più rare le orticarie ingenerate da cosmetici, profumi, coloranti o conservanti.

Va tuttavia precisato che queste reazioni o fenomeni di irritazione che alterano il film idrolipidico e il pH della pelle, sono di norma correlati in primo luogo alla durata del contatto dell’agente irritante con la pelle ed essendo i prodotti cosmetici composti da più ingredienti, occorre individuare quello che ha scatenato la reazione cutanea. Questo perché un agente potrebbe essere contenuto in una vasta gamma di prodotti dedicati all’igiene personale, come ad esempio le creme e i bagnoschiuma, o un colorante essere contenuto in ombretti, rossetti, tinture.

Una particolare attenzione va riservata anche ai profumi o alle sostanze naturali che spesso vengono aggiunte a creme, oli solari o ai saponi per mascherare odori non sempre gradevoli di alcune componenti. Tra i più a rischio vi è il bergamotto che può arrivare a provocare in soggetti particolarmente sensibili anche scottature importanti per la presenza di sostanze fotosensibilizzanti. La prima tutela, dunque, è quella di leggere con molta attenzione l’etichetta degli ingredienti dei vari prodotti cosmetici che si utilizzano i quali, per legge, vanno tutti elencati evitandone l’utilizzo in caso vi sia contenuta una sostanza dannosa già nota, o in alternativa è sempre meglio farsi consigliare da uno specialista dermatologo o dal proprio medico.

Ma occorre anche tenere sotto controllo la presenza di eventuali tracce di metalli pesanti, quali piombo, cromo, arsenico o nichel che sono vietati nei cosmetici ma potrebbero essere comunque reperibili a causa di una contaminazione nella catena di produzione. Infine, non sono mai da sottovalutare le controindicazioni all’uso dei vari prodotti: ad esempio una maschera per il viso non va mai applicata nella zona attorno agli occhi (perioculare) o la crema depilatoria su una pelle già irritata o prima di una esposizione al sole per non dare adito all’insorgenza di eritemi.

Nel caso in cui non si abbia certezza della sostanza a cui si è sensibili e si stanno adoperando simultaneamente più prodotti, il suggerimento è di usarli uno per volta per cercare di scoprire l’agente incriminato. Se poi i fastidi dovessero continuare è bene sottoporsi a una visita specialistica e a test allergologici (patch test) che si eseguono applicando sul dorso cerotti che contengono gli allergeni sospettati consentendo di osservare con la rimozione dopo 48-72 la reazione della cute sottostante e identificare così con chiarezza la sostanza da eliminare dal proprio beauty-case.


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