Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
L'esperto risponde

Gli psicofarmaci rendono impotenti?

pubblicato il 17-09-2013
aggiornato il 12-01-2017

Risponde Franco Garonna, direttore dell'unità complessa di psichiatria della Asl veneziana e docente di psicopatologia allo Psiop

Gli psicofarmaci rendono impotenti?

Risponde Franco Garonna, direttore dell’Unità complessa di psichiatria della Asl veneziana e docente di psicopatologia allo Psiop

Sono depresso ma ho paura di curarmi perché un mio amico che va dallo psichiatra per lo stesso motivo mi ha detto che sta meglio sì, ma a letto non funziona quasi più. Dice che il suo medico gli ha detto di “pazientare”. Ma vale la pena tirarsi su di morale ma diventare impotente? Gilberto

Risponde il dottor Franco Garonna, direttore dell’Unità complessa di psichiatria della Asl veneziana e docente di psicopatologia allo Psiop

«Non bisogna essere così catastrofici, rimedi ci sono. E’ vero che gli antidepressivi noradrenergici e serotoninergici, praticamente tutti i più recenti, hanno un effetto sulla funzionalità erettile. E possono averlo anche sul desiderio sessuale, la famosa libido, quindi pure le donne possono sperimentare una caduta del desiderio.

Attenzione, tuttavia, che questi due aspetti possono già esistere indotti dalla depressione: l’anedonia, infatti, l’incapacità di provare piacere, qualunque piacere, è sintomo centrale dell’umore nero patologico e può influire su questi tre punti: desiderio, capacità di eccitarsi, capacità di avere soddisfazione.

Va anche ricordato, però, che la disfunzione sessuale di un qualche tipo non è affatto rara nella popolazione generale: le stime indicano dal 10 al 52 per cento tra gli uomini e di più per le donne.

Ma il signor Gilberto allude alla paura di una “caduta” rispetto alla sua condizione  attuale. Dopo aver detto che i suoi timori non sono privi di fondamento, vediamo come si può contrastare l’indesiderato effetto collaterale. Ora, a volte questo effetto si presenta soltanto per i primi tempi della terapia e posso dedurre che il medico del suo amico pensasse a questo quando gli ha suggerito di “pazientare”. Per non dire di un giovane che ho curato e che, prendendo gli antidepressivi, ha visto nettamente migliorate le sue prestazioni sessuali in quanto rafforzato da una accresciuta autostima.

I RIMEDI - 1) cambiare l’antidepressivo: ce ne sono talmente tanti, si può individuare quello che a quel dato paziente non dà ricadute spiacevoli sul sesso

2) si può ridurre il dosaggio

3) nella fase di mantenimento si può sospendere l’antidepressivo nel fine settimana

4) aggiungere l’intervento di uno psicologo

5) aggiungere alla terapia Viagra o Cialis che ripristinano il funzionamento erettile

6) in casi davvero particolari, si può non escludere una consulenza dell’andrologo che potrebbe intervenire su altri fattori silenti.

Per concludere, mi sento di rassicurare il signor Gilberto: una soluzione si trova e in genere facilmente.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video