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L'esperto risponde

E’ vero che la depressione può nascere da un’infiammazione?

pubblicato il 28-11-2013
aggiornato il 05-01-2017

Risponde Mario Savino, medico specialista in Psichiatria, già professore a contratto presso l’Università di Pisa

E’ vero che la depressione può nascere da un’infiammazione?

Di recente, in un convegno  uno psichiatra ha accennato alla possibilità che la causa o concausa della depressione sia in una “infiammazione”. Non ne avevo mai sentito parlare, anche se ho molto sofferto di depressione, dunque molto mi sono fatto curare frequentando diversi specialisti. A questo convegno non c’è proprio stato modo di chiedere chiarimenti al relatore. Potete immaginare, dato che la “maledizione” del male oscuro è sempre incombente, quanto mi interessi conoscere - se esiste - questa teoria dell’infiammazione. Voi avete gli esperti giusti da interpellare, credo. Marco V., Vercelli

Sì, questa ipotesi esiste. Partiamo col dire che cos’è un’infiammazione: è una reazione difensiva ad agenti esterni ed interni che “aggrediscono” l’organismo, tipo un’infezione o un’influenza, e questa reazione attiva le nostre difese ma sembra anche rappresentare un importante fattore per scatenare la depressione, soprattutto in soggetti predisposti.

Inizialmente l’infiammazione era considerata solo un possibile “fattore di rischio” per la depressione, uno fra i tanti, ma studi più recenti hanno chiaramente mostrato che lo stress psicofisico induce l’infiammazione, così che questa è ormai ritenuta il meccanismo preferenziale attraverso cui lo stress stesso conduce alla depressione (quella, appunto, da stress).

Dunque un fatto più psichico, emotivo, tipo affaticamento, nervosismo o preoccupazione, si “traduce” in un fatto biologico, un’infiammazione, come fa una qualsiasi concretissima infezione.  Le risposte difensive (immunitarie) suscitate si  misurano mediante i livelli sierici delle “citochine”, sostanze fondamentali nella risposta infiammatoria. Ma queste citochine contribuiscono a far diminuire la serotonina e la noradrenalina, che sono neurotrasmettitori importanti nel mantenere un adeguato tono dell’umore. Inoltre le infiammazioni aumentano il livello di cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress” che in effetti di solito appare elevato proprio nelle persone depresse.

Questi ed altri risultati suggeriscono che diminuire lo stress e le infiammazioni può ridurre il rischio di depressione ed effettivamente, fra le terapie per la depressione di comprovata efficacia, ve ne sono molte che hanno anche effetti anti-infiammatori. Un esempio sono gli antidepressivi come gli Ssri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), ma anche l’erba di San Giovanni (iperico) e gli acidi grassi “Omega 3”. Questi ultimi, in particolare, risultano bloccare l’azione delle citochine e sono stati, in effetti, proposti per curare la depressione e il disturbo bipolare.

In sintesi, la novità è che lo stress sembra condurre alla depressione “da stress” attraverso un processo infiammatorio. Ed esistono evidenze preliminari che la somministrazione di anticitochine ai pazienti con un’infezione o altra malattia infiammatoria, sembra ridurre in maniera significativa anche gli eventuali sintomi depressivi. Tutti dati che prospettano nuove vie terapeutiche per i disturbi dell’umore.


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