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L'esperto risponde

Elettrocardiogramma sì o no per la pratica sportiva?

pubblicato il 28-01-2014
aggiornato il 26-01-2017

Risponde il Dottor Ivo Pulcini, Docente di Medicina dello Sport e Pronto Soccorso, Isef, Roma

Elettrocardiogramma sì o no per la pratica sportiva?

Risponde il Dottor Ivo Pulcini, Docente di Medicina dello Sport e Pronto Soccorso, Isef, Roma

Per il rilascio di un certificato di idoneità sportiva, quando è necessario effettaure anche un elettrocardiogramma e di che tipo? Angela V.,Lodi

Ancora prima di stabilire la necessità o meno di un elettrocardiogramma (ECG), è bene precisare che sarebbe utile, ad ogni sportivo indipendentemente dalla pratica a livello agonistico o amatoriale, un controllo periodico effettuato da uno specialista di medicina sportiva, il quale conosce la fisiologia dello sport e i rischi correlati ad attività non corrette o eccessivamente pesanti.

Per quanto invece concerne la prescrizione di un ECG prima del rilascio di un certificato di idoneità all’attività fisica, l’argomento è ancora dibattuto. Il decreto Balduzzi lo rendeva obbligatorio, atto poi smentito da una successiva normativa che lasciava alla discrezionalità del medico la decisione di fare o non fare questo esame.

L’ECG, in realtà, è solo uno degli esami strumentali più importanti a disposizione del medico per fare una valutazione dello sportivo amatoriale, e che  può essere affiancato ad altri esami a seconda delle condizioni e delle abitudini della persona che lo richiede. Una indicazione più precisa arriva dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) che stabilisce che non vi è obbligatorietà all’ECG se l’atleta ha già effettuato in precedenza l’esame, facendo però una distinzione tra lo sportivo amatoriale (ludico ricreativa) ed una attività non agonistica (quella praticata all’interno delle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche, i giochi sportivi studenteschi, le attività organizzate dal Coni o da società affiliate alle Federazioni sportive).

Nel primo caso, ossia se le attività amatoriali sono attuate da uomini fino a 55 anni e donne fino ai 65 senza evidenti patologie e fattori di rischio, si potrà ottenere dopo visita specialistica un certificato di idoneità con valenza biennale.

Mentre se  la persona è di età superiore a quelle indicate per i due sessi ed è affetta da due delle seguenti patologie - ipertensione arteriosa, dislipidemia (colesterolo e trigliceridi elevati), ridotta tolleranza ai carboidrati, diabete di tipo II compensato, obesità addominale, familiarità per malattie cardiovascolari e abitudine al fumo - la visita per il rilascio del certificato che sarà valido per un solo anno, dovrà includere anche un ECG a riposo e eventuali ulteriori esami. Infine chi soffre di patologie croniche dovrà sottoporsi a visita specialistica per ottenere un certificato con valenza annuale o anche inferiore.

Il secondo gruppo, cioè chi svolge attività non agonistica, ha l’obbligo di effettuare un controllo medico da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico specialista in medicina dello sport nel corso del quale verrà rilevata la pressione arteriosa e fatto un ECG a riposo. Infine chi pratica attività intense e di elevato impegno cardiovascolare, specie se patrocinate da Federazioni sportive, Discipline associate o da Enti di promozione sportiva, deve sottoporsi regolarmente a visita medica che preveda la misurazione della pressione arteriosa, un elettrocardiogramma basale, uno step test (test del gradino) o un test ergometrico (prova da sforzo al cicloergometro o con il treadmill) con monitoraggio dell'attività cardiaca e altri accertamenti ritenuti indispensabili dal medico.


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