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L'esperto risponde

Il piede dell'atleta è una malattia solo degli sportivi?

pubblicato il 24-09-2013
aggiornato il 15-02-2017

Risponde Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto dermatologico San Gallicano-Ifo, Roma

Il piede dell'atleta è una malattia solo degli sportivi?

 

Risponde Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto dermatologico San Gallicano-Ifo, Roma

Sono una abituale frequentatrice delle palestre e mi hanno detto di stare attenta poiché posso contrarre il ‘piede d’atleta’?  E’ vero? Che cos’è esattamente? A.S., Vercelli

Risponde Enzo Berardesca, direttore del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell’Istituto dermatologico San Gallicano-Ifo, Roma

Il piede d’atleta è una dermatite contagiosa dovuta a un fungo che vive in ambienti caldo-umidi e molto affollati, quali palestre docce saune e piscine, dove può essere contratta facilmente. A essere pericolose sono soprattutto le spore (particolari strutture dei funghi) le quali, favorite dalle temperature ad hoc, attaccano la pelle trovando un ambiente consono alla proliferazione proprio fra le dita dei piedi. Qui riescono anche a trasformarsi in veri e propri funghi e a dare inizio all’infezione che è lo stadio più acuto del disturbo.

Possono essere due le cause che determinano l’insorgenza della problematica: oltre all’umidità del piede, possono contribuire anche la scarsa circolazione del sangue nei piedi, da cui consegue una diminuita ossigenazione dei tessuti che rallenta sia il nutrimento che il processo di rinnovamento dello strato più superficiale della cute, rendendola più fragile di fronte alle infezioni o ancora il frequente utilizzo di scarpe da tennis, da ginnastica o con suole di gomma che non permettono la traspirazione del piede, causando il ristagno del sudore.

Come accorgersi della ‘presenza’ del piede d’atleta? Il primo segnale, da non sottovalutare, è la pelle che si arrossa specie tra il terzo e il quarto dito e che diviene a poco a poco pruriginosa. È soprattutto quest’ultimo il sintomo da tenere sotto controllo: se persiste o peggiora, accompagnandosi anche a una sensazione di bruciore tra le dita, è bene recarsi da un dermatologo. La visita specialistica e la diagnosi tempestiva eviteranno che il problema evolva con la comparsa di vescicole piene di pus, la cui rottura porta poi alla formazione di crosticine e di infezione.

Diagnosticare il ‘piede d’atleta’ non dà grosse difficoltà: di norma è sufficiente la semplice osservazione da parte del clinico ma, qualora esistessero delle perplessità, è possibile dirimere i dubbi effettuando un test specifico. Si tratta di un esame micologico ‘a fresco’, indolore ma efficace, che consiste nel prelevare una piccola parte di materiale (siero) dalla vescicola o dalla squama, esaminandolo poi al microscopio. Se la diagnosi è confermata non vi è niente di complesso neppure per la terapia: il ‘piede d’atleta’ può essere curato (e guarito) con farmaci antimicotici – i più efficaci principi attivi sono il miconazolo, clotrimazolo, econazolo, ketoconazolo, terbinafina, butenafina, ossiconazolo – da applicare direttamente sulla parte di cute interessata dalla problematica o con farmaci da prendere per bocca. Vi è solo una avvertenza: una volta cominciata la terapia, essa non va sospesa anzitempo anche nel caso in cui il disturbo sembri migliorare. Infatti se le infezioni cutanee non sono effettivamente del tutto guarite possono ripresentarsi in maniera più importante. Per accertare la piena guarigione andrebbe riesaminata, da parte del clinico, la pelle al microscopio.


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