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Il rigetto di un organo può essere evitato?

pubblicato il 15-03-2018
aggiornato il 29-03-2018

Il rigetto è la risposta del nostro corpo all'organo trapiantato. Ma con la terapia immunosoppressiva le risposte possono essere ben controllate

Il rigetto di un organo può essere evitato?

Il successo dei trapianti d'organo si deve principalmente a due fattori: il primo riguarda il miglioramento delle tecniche chirurgiche, il secondo alla scoperta del fenomeno del rigetto. Proprio grazie alla comprensione di quest’ultimo, e al relativo sviluppo di molecole in grado di limitarlo, la storia dei trapianti d’organo ha subito una svolta. Alla base di questo fenomeno vi è un’alterata risposta immunitaria.

L’organo trapiantato viene riconosciuto dal nostro sistema come un corpo estraneo e quindi viene attaccato. Ecco perché, oltre a dover trovare un donatore il più possibile compatibile, ad oggi vengono somministrati per tutta la vita dei farmaci in grado di spegnere, seppur parzialmente, la risposta immunitaria. L'approfondimento è stato realizzato con Andrea De Gasperi, direttore dell'unità di anestesia e rianimazione 2 dell'ospedale Niguarda di Milano.

COME SI PREVIENE IL RIGETTO DI UN ORGANO? 

 


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