L'esperto risponde

In quali casi si ricorre a un trapianto di intestino?

pubblicato il 16-12-2018
aggiornato il 19-12-2018

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, spiega per quali condizioni può essere utile sottoporsi a un trapianto di intestino

In quali casi si ricorre a un trapianto di intestino?

Ho letto che in Italia ci sono 11 persona in attesa di ricevere un trapianto di intestino: per quali condizioni è indicata questa procedura?

Francesco M. (Chieti)

Risponde Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti 

Rispetto agli altri organi, il trapianto di intestino rappresenta una terapia meno diffusa. Infatti, si ricorre a questo intervento solo in alcuni casi specifici, quando cioè è impossibile continuare la nutrizione parentale o la malattia gastrointestinale mette a rischio la vita del paziente.

La nutrizione parentale e il trapianto di intestino sono le due principali terapie per l’insufficienza intestinale irreversibile e, per questo, sono considerate tecnicamente come salva-vita. A determinare la scelta tra un’opzione terapeutica e l’altra sono l’efficacia (sopravvivenza, grado di recupero e mantenimento dello stato di nutrizione) e la sicurezza (rischio di complicanze).

Tra le malattie che possono portare a un’insufficienza intestinale cito, a titolo d’esempio, morbo di Crohn, poliposi familiare (sindrome di Gardner) con o senza desmoidi e gastroparesi.


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