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L'esperto risponde

L’uso del computer fa venire l’artrosi alle mani?

pubblicato il 17-06-2014
aggiornato il 05-01-2017

Risponde il dottor Roberto Gorla, Divisione di Reumatologia, Spedali Civili di Brescia

L’uso del computer fa venire l’artrosi alle mani?

Come posso accorgermi se i dolori alle mani sono sintomi di artrosi?
Rossella, Vigevano

Risponde il Dottor Roberto Gorla, Divisione di Reumatologia, Spedali Civili di Brescia

L’artrosi alle mani, un disturbo piuttosto frequente dopo i 50 anni specie fra le donne, è dovuto alla degenerazione progressiva delle cartilagini che rivestono le estremità delle ossa che compongono le articolazioni. Questa condizione, se non adeguatamente trattata, può esitare in deformità localizzate principalmente alle dita e alla base del pollice all’altezza del polso (rizoartrosi). Questa può condizionare l'insorgenza di una tendinite che è fortemente dolorosa e può ridurre la normale motilità della mano con conseguente difficoltà ad afferrare oggetti, a sollevare pesi o a compiere i normali gesti per accudire la propria persona (come vestirsi, mangiare) e le comuni attività quotidiane fra cui cucinare e cucire. Solamente l'immobilizzazione temporanea con tutore e l'impiego di anti-infiammatori può ridurre il dolore e la compromissione funzionale. In taluni casi l'infiltrazione con cortisone della articolazione trapezio-metacarpale può ridurre il periodo di infiammazione.

La localizzazione artrosica alle articolazioni inter-falangee delle mani è spesso primaria e non sono infrequenti casi nella medesima famiglia (mamma o nonna). Di norma l’evoluzione con la formazione di noduli è spesso lenta e scarsamente dolorosa. Il dolore, invece, compare ed è accentuato dal movimento (migliora con il riposo) o anche da piccoli traumi come ad esempio colpire inavvertitamente una superficie solida. Raramente il dolore delle dita disturba il sonno (a differenza dell'artrite reumatoide) e la rigidità al risveglio è di breve durata. Una variante più aggressiva di artrosi delle estremità delle dita è quella erosiva che può essere diagnosticata con una semplice radiografia e riconosce un approccio terapeutico diverso se l'esordio è precoce (< 50 anni). L'artrosi si differenzia dall'artrite per l'assenza di gonfiore articolare sostenuto da versamento di liquido infiammatorio, per l'assenza di infiammazione, del fattore reumatoide e per le caratteristiche radiografiche.

L'artrosi deve essere prevenuta, prima che curata. Il mantenimento di un buon peso forma attraverso la dieta (l'obesità è un forte fattore di rischio per artrosi) e l'abitudine all'esercizio muscolare aerobico quotidiano, rappresentano la migliore prevenzione dell'evoluzione degenerativa. E' sufficiente camminare ogni giorno 40 minuti per garantire una buona ossigenazione tissutale ed un buon trofismo muscolare o in caso la malattia colpisca soggetti giovani può essere necessario l'impiego di glucosamina o condrotina.

In particolare per le mani, è importante fare attenzione a non mantenere troppo a lungo la medesima posizione (come ad esempio scrivere per un tempo prolungato al computer o utilizzare il mouse) e compiere movimenti dolci, ma ripetuti, delle mani. In caso di dolore, spesso maggiore nelle stagioni intermedie, è indicato il paracetamolo, sotto controllo medico e senza superare la posologia indicata affiancata laddove necessario da fisioterapia (ionoforesi, ultrasuoni in acqua, ecc) che spesso determina una riduzione del dolore e un migliore recupero della performance articolare.


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