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Nella mia città non ci sono psiconcologi: a chi mi posso rivolgere?

pubblicato il 29-11-2018

La figura dello psiconcologo è fondamentale durante il delicato percorso delle terapie oncologiche. Purtroppo non tutte le strutture hanno questa figura. Ecco cosa fare

Nella mia città non ci sono psiconcologi: a chi mi posso rivolgere?

L’assistenza psicologica ai malati di cancro è considerata una componente essenziale di un’assistenza oncologica ottimale. Tuttavia non tutte le strutture sanitarie ancora la offrono ai propri pazienti, talvolta per semplice mancanza di attenzione agli aspetti psicologici della malattia, spesso perché non sono presenti figure professionali idonee a fornire il supporto psicologico ai malati.

Solo con la riforma dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) del 2017, che stabilisce quali prestazioni i diversi sistemi sanitari regionali devono garantire su tutto il territorio nazionale, la psicologia ospedaliera è entrata a far parte delle prestazioni indispensabili. Tuttavia la psiconcologia non è menzionata come tale, ma rientra nella più generale definizione di assistenza psicologica a favore dei malati con patologie croniche o invalidanti.

La grande novità rispetto al passato è il riconoscimento della psicologia come prestazione sanitaria (quindi come vera e propria cura) e la possibilità di accedere a psicoterapie a carico del Sistema sanitario nazionale (SSN). Ci vorrà quindi del tempo prima che il SSN si adegui ai nuovi requisiti, anche se il sistema legislativo lo prevede. Se si desidera l’assistenza psiconcologica nell’ambito di un percorso di cure oncologico e questa non viene offerta esplicitamente dallo staff dell’ospedale, è possibile verificare la presenza di psicologi all’interno della struttura sanitaria.

In genere in tutte le Asl è presente un dipartimento dedicato alla salute mentale o ai servizi sociali all’interno del quale operano psicologi in grado di supportare i pazienti nella gestione della nuova quotidianità. In alternativa è possibile rivolgersi a uno psicologo esterno alla struttura ospedaliera: in questo caso, però, è bene accertarsi che abbia le competenze per affrontare le peculiari esigenze dei malati di tumore. Un aiuto prezioso può essere rappresentato da associazioni di pazienti o onlus dedicate alla lotta al cancro: spesso infatti offrono servizi di supporto psicologico ai malati.


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