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Troppo tempo al computer: come posso proteggere gli occhi?

pubblicato il 06-02-2013
aggiornato il 14-11-2017

Come proteggere gli occhi di chi sta sempre davanti al computer con i consigli di Massimo Ferrari

Troppo tempo al computer: come posso proteggere gli occhi?

Lavoro in ufficio, otto ore a pc per cinque giorni alla settimana. Poi, come molti miei coetanei, tornato a casa riaccendo lo schermo: navigo in internet, vado su Facebook, un po’ di videogiochi… Inevitabilmente gli occhi ogni tanto mi bruciano e ogni tanto soffro di mal di testa, prima mai. C’è qualcosa che posso fare per tutelare la vista? Cosa rischio, davvero?

Alberto, Chieti

Risponde Massimo Ferrari, responsabile del Servizio di oculistica, ortottica e Posturologia Oculare al San Raffaele Resnati di  Milano

RISPOSTA

L’applicazione ai videoterminali ma allo stesso modo attività lavorativa prolungata, lettura, scrittura, senso di attenzione e concentrazione provocano un inevitabile carico all'organo della vista sia dal punto di vista muscolare che posturale. E determinano un’iperevaporazione di quel sottile ma utilissimo film di lacrime che separano come uno scudo naturale la superficie oculare dall’ambiente esterno.

L’arrossamento e il fastidio sono solitamente espressione di una cosiddetta «sindrome dell’occhio secco» su base iperevaporativa. In pratica, l’occhio secco è un disturbo dovuto alla scarsa produzione di lacrime (ipolacrimia). Le cause possono essere diverse: l’ètà avanzata (la produzione di lacrime diminuisce con l’avanzamento dell’età per la progressiva atrofizzazione delle ghiandole lacrimali); il sesso femminile (nelle donne tra i 40 e i 60 anni di età, probabilmente a causa dei nuovi equilibri ormonali indotti dalla menopausa, le ghiandole lacrimali vanno incontro a una progressiva atrofia della loro porzione secernente); l’ambiente (altitudini elevate, condizioni atmosferiche soleggiate, secche o ventose, ambienti in cui sono in funzione impianti di riscaldamento o di condizionamento dell’aria provocano un aumento dell’evaporazione delle lacrime, riducendo così la lubrificazione degli occhi); l’uso di lenti a contatto o di alcuni farmaci (ormoni, immunosoppressori, decongestionanti, antistaminici, diuretici, antidepressivi, betabloccanti, farmaci per le malattie cardiache e per il trattamento delle ulcere) possono inibire la produzione di lacrime lubrificanti. Infine, ovviamente, la secchezza dell’occhio può essere dovuta all’affaticamento della vista davanti agli schermi luminosi.

In questo caso è particolarmente utile effettuare pause di impegno visivo di 5-10 minuti ogni ora di attività: staccare gli occhi dal pc , guardare per alcuni minuti a distanza o restare per alcuni istanti ad occhi chiusi. Anche incrementare l’apporto idrico corporeo (dunque bere acqua) specie fuori pasto aiuta e, in caso di necessità, si possono instillare lacrime artificiali in collirio a base di acido ialuronico che ripristinano lo strato lacrimale.

L’«occhio secco» non è pericoloso per l’organo della vista, ma può comportare sintomatologie di carattere anche cronico molto fastidiose ed invalidanti se non adeguatamente trattate.

La cefalea e il senso di tensione a carico del tratto collo e spalle sono invece più da imputare alle posizioni assunte durante le attività lavorative e sono il più delle volte associabili a problemi di carattere posturale che andrebbero nel loro insieme studiati e trattati da specifiche figure professionali quali osteopati, chiropratici, fisiatri o fisioterapisti  che si occupino di posturologia.

Molto spesso, infine, l’eccessivo affaticamento oculare che va sotto il nome di «astenopia accomodativa» è in una buona percentuale di casi correlato a tematiche di ordine posturale  che richiedono una valutazione multidisciplinare per la loro corretta interpretazione.

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