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Neuroscienze

Con un po' di sport migliori la memoria

pubblicato il 31-10-2012
aggiornato il 16-01-2017

Le performance sul potenziamento delle abilità cognitive variano a seconda dello sport praticato: favorite soprattutto memoria, concentrazione e coordinazione

Con un po' di sport migliori la memoria

Le attività aerobiche non fanno bene solo al fisico, proteggono anche i neuroni e li mantengono giovani. Lo rivela una recente ricerca americana della Mayo Clinic che, fra i tanti sport praticati durante le ultime olimpiadi, ha messo in luce quelli che hanno maggior effetto benefico sulle attività cerebrali. Si qualificano corsa, nuoto ma anche basket, ciclismo, calcio, tennis e scherma.

I BENEFICI PER IL FISICO – 30 minuti di attività aerobica per cinque volte alla settimana: è questo il tempo (e l’impegno) necessario a ridurre il rischio di declino cognitivo, grazie ad un maggiore e costante apporto di ossigeno. «Sforzi ad intensità sottomassimale e prolungati nel tempo, come quelli che si compiono facendo ad esempio marcia o canottaggio – spiega Sergio Lupo, specialista in Medicina dello Sport – durante i quali la respirazione e la frequenza cardiaca sono costanti, consentono al sangue di raggiungere anche quei distretti cerebrali che potrebbero non essere sufficientemente irrorati e ossigenati (a causa di una vita troppo sedentaria), impedendo così ai neuroni di andare incontro alla morte». Il che significa, per il cervello, ritardare il decadimento cognitivo e l’insorgenza di eventuali malattie neurodegenerative. Ottimi anche gli sport di squadra – quali calcio, basket, pallavolo – che stimolano sia le attività dell’emisfero sinistro in cui risiedono le capacità di ragionamento e comprensione sia dell’emisfero destro per la creatività e l’immaginazione. Mentre sport che ricorrono all’utilizzo di uno strumento, come il tennis o la scherma, attivano le aree cerebrali dedicate alla coordinazione e alla percezione dello spazio. «Questi sport – continua Lupo – ‘allenano’ il lobo frontale sinistro, favorendo una maggiore attenzione, concentrazione e lo sviluppo anche delle funzioni esecutive».

LA PSICHE – A beneficiare dall’attività fisica non sono soltanto le cellule nervose e le abilità cognitive, ma anche la psiche. «Lo sport aumenta la produzione di endorfine – commenta lo specialista – che agiscono positivamente sui centri del piacere, abbassano i livelli di stress e attivano il metabolismo». Un benessere a 360° poiché lo sport, qualunque esso sia, contribuisce a migliorare l’immagine di sé, l’autostima e, se di squadra, offre anche una opportunità di socializzazione.

 


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