Dobbiamo deciderci ad ascoltare quel “tic tac” interiore del nostro orologio biologico che studi sempre più frequenti indagano e mostrano essere influente sulla nostra salute, fisica e mentale. Ora ne sono usciti, quasi in contemporanea, due, in Inghilterra e in America, centrati sul rapporto tra orario del sonno e frequenza della depressione. Utile conoscerli: ci si può risparmiare un 23 per cento di caduta in un umor nero patologico. Ambedue sono stati condotti su una platea vastissima, 840 mila l’Università del Colorado a Boulder e 450 mila l’Università di Exeter (Gb), attingendo i dati da pre-esistenti e vaste bio-banche. Il primo studio è stato pubblicato su Jama Psychiatric e quello inglese su Molecular Psychiatry, due riviste autorevoli.
CRONOTIPO TRA ALLODOLE E GUFI
La premessa di queste ricerche è il cronotipo: riassumibile in chi, geneticamente, è portato ad alzarsi presto (vivaci “allodole”) e chi non finirebbe di tirar tardi la sera (“gufi” notturni). In mezzo tra i due cronotipi netti, la maggioranza delle persone. In uno degli studi, un terzo delle persone si dichiaravano di temperamento allodola e solo il 9 per cento amanti delle ore piccole. Ma prima ancora era stata fatta dai ricercatori di Exeter la mappatura di 351 geni legati all’essere mattinieri o tiratardi. Poi, usando un processo statistico chiamato Randomizzazione Mendeliana, avevano esaminato se tali geni siano casualmente associati con sette disturbi mentali e livelli di benessere, inclusa la depressione maggiore.
Hanno anche ripreso il concetto di “social jetlag”, cioè di jetlag o sfasamento orario tra i propri tempi e quelli della società. Su 85.000 partecipanti alla Uk Biobank, dov’erano disponibili i dati sul sonno di ciascuno (rilevati con un dispositivo elettronico al polso), hanno misurato le variazioni sul “modello” di sonno nei giorni di lavoro e nei giorni liberi. Constatando che dove lo sfasamento orario era più forte tra l’orologio interno e l’orologio esterno, sociale, più facilmente si riscontravano depressione, ansia, più bassi livelli di benessere. Insieme si è riscontrato che il fatto di essere per temperamento (per cronotipo) mattinieri è una protezione contro depressione e disagio. Il fatto è – spiegano – che essendo mattinieri si è più in sintonia con i tempi sociali che richiedono di essere attivi più o meno dalle 7-8 in poi.








