Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Neuroscienze

Disturbo bipolare già nell'adolescenza per la luce blu del cellulare

pubblicato il 03-03-2014
aggiornato il 27-01-2017

Si è abbassata l’età d'esordio della patologia e una causa potrebbe essere anche la luce di tablet e smartphone, che stimola il nostro orologio biologico

Disturbo bipolare già nell'adolescenza per la luce blu del cellulare

L’età di esordio del disturbo bipolare si è abbassata considerevolmente in anni recenti, dai 21 anni circa, indicati dai vari trattati, a quelli dell’adolescenza. No, la malattia non ha subito mutazioni, è sempre la stessa. Ma sono comparse nuove cause scatenanti nei comportamenti dei giovanissimi. In particolare ne colpisce una: tablet e smartphone, maneggiati di continuo e vicino agli occhi, emanano una luce blu che stimola l’orologio biologico. E può in alcuni casi far scattare il primo attacco di disturbo bipolare, in chi ne è già predisposto, in un’età che prima ne era quasi sempre indenne.

 

UN MISTERO

«Non sappiamo perché questa luce abbia un tale potere di stimolare e sregolare», spiega la dottoressa Cristina Colombo che, come responsabile del Centro per i disturbi dell’umore dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha un ottimo punto di osservazione. «E sia chiaro, però: il disturbo scatta solo in chi ha in sé una predisposizione genetica. Magari il disturbo sarebbe emerso più tardi. O, in alcuni casi, anche mai, senza certi stimoli. Per fortuna, se la depressione colpisce il 18 % della popolazione, la malattia bipolare, con i suoi alti e bassi spesso improvvisi, tocca solo l’1% . Ma è una malattia seria che il paziente non si deve mai dimenticare di avere».

 

GUAI A NON DORMIRE

«Il primo sintomo del possibile salto nell’euforia, nella mania (“furore” in greco) è l’insonnia: dopo una notte in bianco, massimo due, la persona deve subito contattare lo specialista che interverrà con una terapia per il sonno». Altrimenti? «Altrimenti – continua la dottoressa Colombo – se scatta l’euforia si deve intervenire con un antipsicotico che frena la mania, ma può anche indurre depressione. Allora bisogna tirar su l’umore, insomma la persona continuerà a saltellare su e giù con gli stati d’animo per un mese finché non si riesce ad arrivare a una nuova stabilizzazione». Un cavallo pazzo, difficile da imbrigliare, la malattia bipolare? «No – è la risposta – si controlla benissimo se il paziente ne ha piena consapevolezza e ne conosce tutte le fasi».

 

ANCHE PSICOTERAPIA

Sulla rivista Lancet è comparso uno studio di due ricercatori del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Oxford che hanno rivisto vent’anni di trattamenti del disturbo bipolare constatando che la sola terapia farmacologica – pur essenziale – non basta per prevenire le ricadute: di grande aiuto è l’abbinamento con una psicoterapia. Da un lato semplificando la vita del paziente, aiutandolo a superare i momenti più difficili, ne allenta la tensione, le paure, che potrebbero scatenare una recidiva, dall’altro lato – come sottolinea Cristina Colombo – la psicoterapia deve alimentare il senso di consapevolezza di avere – seppur latente in quel momento – un disturbo serio che va “sorvegliato” fase per fase per poter ricorrere al medico curante tempestivamente. «Lo studio di Oxford è importante anche perché conferma che il litio è il più potente farmaco nel prevenire le ricadute sul lungo periodo». Ma tornando al mistero della luce blu, qualcosa si può ipotizzare sul suo influsso?

 

QUEL BLU CHE SVEGLIA

«C’è chi dice che ha un così forte potere su di noi perché una volta eravamo pesci, dal blu delle acque proveniamo -, ride la dottoressa Colombo. – Chissà… Più prosaicamente diciamo che all’interno dell’occhio esistono dei recettori per la luce, fotorecettori, specificamente creati per distinguere la luce dal buio e quindi sincronizzare “ l’orologio biologico” dentro di noi sul naturale ciclo di luce diurna. Questo sistema utilizza un pigmento che risponde soprattutto alla porzione blu dello spettro luminoso (460 nm). Ora l’uso di smartphone, tablet, tv sembra aumentare il rischio dei pazienti bipolari di stare svegli la notte in quanto la luce blu stimola l’orologio biologico e, come dire, lo “sveglia”.

E la conseguenza per un bipolare potrebbe essere il salto in una fase euforica». Rimedi per poter continuare a usare cellulari e tablet? «Si suggerisce l’uso di lenti ambrate, basta cercare su Internet “amber lens”. Ma voglio concludere sulle cause che hanno spostato in età adolescenziale l’esordio del disturbo bipolare: a rompere l’equilibrio luce-buio, giorno notte, che è basilare per mantenere stabile l’umore, contribuiscono anche le notti fino all’alba in discoteca e l’uso di sostanze attivanti che allontanano il sonno. Infine, un fattore scatenante tipico della vita moderna è il cambiamento del fuso orario, il jet lag».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video