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Neuroscienze
Serena Zoli
pubblicato il 10-03-2016

Più infarti e ictus se si è depressi da anziani



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Un’indagine lunga dieci anni ha mostrato un’incidenza più alta di problemi cardio e cerebrovascolari

Più infarti e ictus se si è depressi da anziani

Depressione e vecchiaia: un’abbinata pericolosa. Il disturbo dell’umore può aprire la strada a infarto o all’ictus, a dimostrazione di come le ripercussioni dello stato depressivo si riflettano anche sul cuore. Lo afferma una ricerca condotta per un decennio e pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society. Gli studiosi hanno preso in esame oltre settemila persone dai 65 anni in su che non avevano precedenti di malattie cardiache o ictus o demenza. Il primo colloquio diretto è stato seguito da successivi controlli a distanza di due, di quattro e di sette anni. Ai partecipanti sono stati chiesti anche gli esami del sangue per la glicemia e il colesterolo. 


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I RISULTATI

Al primo incontro sono risultati affetti da pesanti sintomi di depressione il 30 per cento delle donne e il 15 per cento degli uomini, con una media del 23 per cento sul totale. Solamente il 10 per cento, tuttavia, stava seguendo una cura con antidepressivi. Durante i dieci anni della ricerca, negli esami successivi i volontari risultati depressi o divenuti depressi nel corso dello studio sono risultati avere un rischio di subire problemi di cuore o di ictus maggiore del 15, del 32, del 52 fino al 75 per cento maggiore man mano che l’età cresceva. I ricercatori, come scrivono nella principale rivista di geriatria americana, ne hanno concluso che la depressione in tarda età può considerarsi un “fattore di rischio” per le malattie cardio e cerebrovascolari. La loro raccomandazione finale ai medici è di fare molta attenzione a possibili sintomi depressivi negli anziani che hanno in cura per qualsiasi altro motivo.


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UMORE, CUORE E CERVELLO

Chiediamo al professor Carlo Altamura, ordinario di psichiatria all’Università di Milano e direttore dell'unità operativa di psichiatria dell'ospedale Maggiore Policlinico di Milano, qual è il meccanismo che permette di trasporre i sintomi della depressione che si esprimono per lo più per sentimenti (angoscia, mancanza di piacere, desiderio di morte) in fatti saldamente fisici come infarti e ictus. «Perché ormai si sa che la depressione modifica i sistemi neuro-infiammatori e le difese immunitarie», risponde Altamura. «Per questa via, più l’età anziana cresce, più la depressione può produrre un infarto cerebrale o del miocardio».

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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