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Neuroscienze

Stress e disturbi mentali: meglio vivere in campagna

pubblicato il 06-12-2011

La metropoli ti stressa? Uno studio tedesco svela il meccanismo che sta alla base del fenomeno. Vivere in città popolose aumenta il rischio di soffrire di disturbi mentali. La probabilità sembrerebbe aumentare più è grande la città

Stress e disturbi mentali: meglio vivere in campagna

La metropoli ti stressa? Uno studio tedesco svela il meccanismo che sta alla base del fenomeno. Vivere in città popolose aumenta il rischio di soffrire di disturbi mentali. La probabilità sembrerebbe aumentare più è grande la città

    In città sembra tutto più facile. Più opportunità di lavoro, negozi sempre a portata di mano e possibilità di spostarsi facilmente in poco tempo. Non solo, più igiene e migliore assistenza sanitaria potrebbero far pendere la lancetta della bilancia sulla scelta di andare a vivere in una metropoli. Sono queste le motivazioni che, da più di cinquant'anni, hanno portato al lento e progressivo svuotamento delle campagne. I dati parlano chiaro: più della metà della popolazione mondiale vive in città, nel 1950 era solo il 30%. Ma vivere in città non è certo il paradiso terrestre. La ragione? Chi ci vive è maggiormente predisposto a sviluppare disturbi mentali. Lo dicono le statistiche ed ora uno studio, pubblicato da poco sulla rivista Nature, avrebbe individuato il meccanismo che sta alla base del fenomeno.

    I NUMERI- Secondo i dati forniti dagli ultimi studi epidemiologici, le persone che vivono in città hanno una probabilità di subire un attacco di panico superiore del 20% rispetto a chi vive in aree rurali. Addirittura la probabilità aumenta sino al 40% per tutti i disturbi tipici dell'umore come la depressione. Non solo, secondo un numero crescente di psichiatri, la schizofrenia colpirebbe con una probabilità doppia chi vive in città e, dato curioso, quanto più la metropoli è popolosa.

    LO STUDIO- L'analisi pubblicata su Nature, opera dei ricercatori tedeschi dell'Istituto Centrale di Salute Psichica dell'Università di Mannheim, sembra confermare i dati epidemiologici. Per la prima volta in assoluto però è stata individuata una specifica area cerebrale, la cui attività è differente in chi abita in città rispetto a chi vive in campagna, correlata ai più comuni disturbi mentali. Lo studio è stato effettuato reclutando diverse persone provenienti da zone rurali, da piccoli paesi e da città sopra i 100 mila abitanti. Analizzati costantemente attraverso risonanza magnetica, i partecipanti hanno dovuto risolvere alcuni problemi logico-matematici in condizioni di stress. Attraverso delle cuffie, psichiatri e psicologi criticavano pesantemente l'operato degli individui sottoposti al test. Dai risultati è emerso, oltre ad un aumento dell'attività cardiaca, della pressione sanguigna e dei livelli di cortisolo circolanti (ormone dello stress), che l'attività dell'amigdala, la struttura cerebrale responsabile della sensazione di paura, era molto più intensa più era popolosa la città nella quale la persona viveva. Non solo, anche un'altra area, la corteccia cingolata anteriore, risultava più attiva se l'individuo sottoposto al test aveva vissuto in città la propria infanzia.

    ADATTAMENTO?- Secondo lo scienziato Daniel Kennedy del MIT di Boston, autore di un articolo a commento dello studio tedesco, «la scoperta dei ricercatori di Mannheim è affascinante perchè da alcuni anni è proprio questo circuito cerebrale disturbato a essere messo in relazione con un maggior rischio genetico per alcune malattie mentali». Continua Kennedy: «Probabilmente il punto fondamentale è che le persone si differenziano molto in base a quanto si adattano alla vita di città. Alcuni rifioriscono a New York, altri la scambierebbero con gioia con un'isola sperduta».

    Daniele Banfi


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